A Crotone si fischiettano i Righeira: l’estate sta finendo e l’evento se ne va. E chissà se tornerà!

17 luglio 2018, 18:33 Sr l'impertinente

“Ci sono estati che ci porteremo addosso per sempre, estati che ricorderemo, estati che sogneremo di vivere ancora”. (Dal film “L’estate addosso”)


di Sr* l’impertinente

Quella arrivata a Crotone è un’estate che davvero difficilmente riusciremo a dimenticare, di certo non in senso positivo.

Un’estate che già si prospetta come una delle più scarne in termini di eventi programmati dal Comune. A detta dell'Amministrazione colpa della crudele Corte dei Conti che ha bloccato il calendario cittadino: pronto da aprile scorso, giura l’assessore agli spettacoli, il buon Giuseppe Frisenda, ma che non si potrà varare per il blocco alle spese “non necessarie”.

Intanto, siamo arrivati al 17 di luglio e di eventi estivi neanche l’ombra, se si esclude una sagra del gelato: di Pizzo per giunta.

Così, per assistere a qualche esibizione artistica si dovrà sperare in volonterosi privati o associazioni disposti a investire del proprio.

“Ogni estate ha sempre in qualche modo il retrogusto di quelle precedenti, torna giugno ed è come riprendere un discorso sospeso a settembre”. (Sara Turchina, Twitter)

Con tali premesse il retrogusto che resterà ai cittadini di questa bella stagione è intuibile facilmente. Una città sporca che si differenzia dalle altre solo per cose negative, come quella appunto di non avere ancora uno straccio di stagione estiva.

Caso più unico che raro per chi professa una fantomatica “vocazione turistica”.

Eppure, quantomeno a parole, quella che ospitò Pitagora dovrebbe essere proprio una città prettamente turistica, pronta ad accogliere visitatori; anche se in realtà e come più volte scritto, poi gli si fa trovare chiusi i gioielli di famiglia, come il Castello di Carlo V, se non anche il resto della casa. Neanche ordinariamente pulita.

Così, dopo aver sentito gli zampognari a Pasqua, quest’anno i visitatori si godranno sui ben pochi lembi di spiaggia libera rimasta, e se tutto va bene, artisti improvvisati (con o senza pianola) e cantautori della domenica che si pensano” De Andrè.


“L’estate è quel momento in cui fa troppo caldo per fare quelle cose per cui faceva troppo freddo d’inverno”. (Mark Twain)

Anche se non ufficiali, i segnali che giungono dalla Corte dei Conti non sono affatto confortanti. Quest’estate, dunque, si rischia seriamente di non avere una “stagione” o meglio (o peggio?) di non poter proprio spendere per una stagione.

Così i vari assessori se ne vanno in giro sconsolati tra conferenze stampa di eventi di cui il Comune ha offerto - quando va bene - solo un supporto logistico.

È successo di recente, ad esempio, per “Villa in rete” e “South Coast Music Festival”. Come dire: è bello farsi belli con gli eventi degli altri!

Proprio quest’ultimo si terrà nel parco di Capo Colonna ed è già partita la corsa per far ripulire l’area: cosa che la dice tutta sul concetto di “programmazione”: rendere fruibile una zona per un evento contingente, come un concerto, e non perché possa essere visitato dai turisti.


“L’estate è come un frutto, si sviluppa agli inizi di giugno, ancora acerbo e poi gonfio e matura a partire da luglio, fino a rompere la sua pelle da cui scivola, luminoso agosto, un succo zuccherato e spesso. Il quale sarà perduto se non ci sarà nessuno per assaporarlo”. (Madeleine Chapsal)

Ahimè così rischia di essere l’estate crotonese, già iniziata da un pezzo e che finirà ancor prima di rendersene conto. E la memoria corre inesorabile alla scorsa di stagione quando a luglio lo stesso Frisenda annunciò “l’Holi Festival”, rassegna dei colori sul lungomare Gramsci.

O, ancora, quando nell'anfiteatro di Capocolonna Massimo Ranieri propose il suo “Sogno e Son desto”; o il concerto dei Litfiba con Piero Pelù e la sua band esibitisi nell'Arena Pitagora.

È proprio il caso di dire: quando tanto e quando niente.

Certo, allora furono spesi un sacco di soldi e non proprio tutto filò liscio per come nelle attese, con l’inevitabile codazzo di polemiche sulla valutazione dei costi-benefici per la città. Oggi, invece, lo Zero Assoluto e non di certo inteso come gruppo musicale.


“Oggi l’estate dorme come una principessa in un castello incantato. Ho provato a sfiorare le sue mani, a sciogliere le trecce dorate, poi sono arrivate le guardie dell’autunno e ho capito che era tutto finito per sempre”. (Fabrizio Caramagna)

Adesso si comprende il senso della nota del Comune di qualche tempo fa, in cui si sottolineava il fatto che si stesse lavorando alacremente per assicurare una stagione estiva tranquilla a cittadinanza e turisti!

In effetti, senza concerti, eventi e attività di sorta promossi dall’Amministrazione Pugliese-Sculco, un’estate tranquilla rischia proprio di esserla veramente: forse anche troppo. Quasi mal limite di un mortorio.

E giusto per non guastare questo clima di calma e serenità, il sindaco ha emanato anche un’ordinanza per regolamentare la movida che, a conti fatti, pare esser rimasta l’unica animazione cittadina.


“Dell’estate amo che non è fatta di sfumature, di grigi, di toni bassi. Come certe sensazioni, che il volume alto ce l’hanno per definizione”. (Sara turchina, Twitter)

Allora: e se si facesse di necessità virtù? Ci spieghiamo meglio: viste le difficoltà economiche e che, ormai, per la disoccupazione dilagante a Crotone stanno rimanendo solo anziani, perché non trasformarla in una grande “Villa Arzilla”?

Tra l’altro, considerato scarso ricambio generazionale che colpisce non solo la politica locale; viste alcune delle scelte che ormai rasentano l’avvisaglia di senilità, ad avvantaggiarsene potrebbe essere la stessa classe dirigente.

Infine, un ultimo appunto.

Insomma, ma con tutte le difficoltà che il Comune sta affrontando in termini di spese “bloccate”, e non soltanto, non è che non sia tutta colpa della Corte dei Conti (che anzi fa il suo dovere) quanto piuttosto della “Corte dei Miracoli” del duo Pugliese-Sculco che qualcuno si ostina ancora a chiamare Amministrazione?

* Simbolo dello Stronzio