Serie B. Crotone, le certezza di Vrenna Jr: ce la giocheremo a viso aperto. E poi c’è il fortino dello Scida

29 agosto 2019, 08:43 Trasferta Libera

La serie B è ripartita con l’esordio sfavillante del Pordenone, che frantuma il Frosinone attrezzato per un campionato di primo piano, piazzandosi in testa alla classifica seguito da sette squadre, a punteggio pieno. Segue la griglia delle quattro formazioni che non sono andate oltre lo zero a zero, fra le quali Crotone e Cosenza, primo punto conquistato dai crotoniati nella storia del derby calabrese.


di Giuseppe Romano

Un campionato che si annuncia affascinante sul piano tecnico-strategico, considerate le panchine con allenatori di esperienza: Giampiero Ventura ex ct della Nazionale Azzurra; Inzaghi, Bucchi, Nesta, titolati a traghettare le proprie squadre in serie A. Le due calabresi sono affidate a Braglia (Cosenza) e Stroppa (Crotone) entrambi confermati.

Sarà, certamente, un campionato carico di emozioni, col Crotone che lancia messaggi positivi sul piano delle strutture sportive, della solidità economica, dei valori tecnici e con un entusiasmo profuso in tutto il territorio, da far battere forte il cuore della tifoseria.

Le attese dei crotoniati sono legate alle forze che l’Fc Crotone ha messo insieme per un campionato competitivo, nella consapevolezza che gli ostacoli da superare sono enormi.

Il quadro tecnico è stato assemblato con razionalità, attraverso l’intesa tra lo staff tecnico e i responsabili del Club, tra i quali Raffaele Vrenna, direttore generale, presente all’allenamento pre Spezia-Crotone, col quale abbiamo analizzato alcune dinamiche della Società.

“Da sette anni sono entrato a far parte, a pieno regime, nell’Fc Crotone, società di famiglia, da lungo tempo impegnata nel mondo del calcio, e ci troviamo d’amore e d’accordo sulle linee operative, gli obiettivi e le iniziative sociali. Sono affiancato dal direttore sportivo, Beppe Ursino, nel lavoro di tutti i giorni, per completare la squadra affinché sia competitiva su tutti i fronti, e non manca la guida di mio padre, Gianni, presidente della Società, verso il quale ho la massima stima e lui fiducia in me”.

Nessun passo da gigante nelle trattative di mercato. Non si perde di vista la disponibilità economica della Società. Mai fatto ricorso a plusvalenze, a differenza di altre Società, poi in difficoltà.

“Siamo una società che deve badare anche a questo. Un punto di forza che non possiamo perdere di vista, consapevoli di essere una piccola realtà. Siamo bravi ad autogestirci, sotto questo punto di vista, riuscendo a portare a casa anche giocatori di un certo spessore”.

Grande abilità a unire queste due esigenze, tecnica ed economica. Mai uno scossone e due ani in serie A.

“Sono i risultati che ci danno la mano. Se fai bene e ti comporti in modo leale con chi ti sta attorno e stringi la mano, la fiducia si allarga ed è più facile lavorare. Se, poi, durante il campionato fai bene si acquisisce maggiore affidabilità e i giocatori vengono a Crotone con più voglia e la prospettiva di emergere. Sappiamo tutti quanti dei nostri calciatori, giovanissimi, si sono elevati a profili che erano impensabili”.

Con l’esperienza della serie A, si è realizzato un centro sportivo di alto livello, ancora in fase di crescita.

“È una struttura che stiamo curando nel migliore dei modi e, prima possibile, inizieranno i lavori per ingrandirla e realizzare una piccola città dello sport, che sia fruibile al pubblico su tutte le sue sfaccettature”.

Mentre parliamo il dg Raffaele Vrenna dà lunghe occhiate a quello che fanno i giocatori in campo, a scoprire quanto vi è dell’identità sua, del ds Ursino, del Presidente, e quella della squadra e del tecnico.

“Ci sentiamo un tutt’uno, una sola famiglia. Ci si mette l’impegno, a volte si sacrificano anche le vacanze per stare insieme, risolvere i problemi e fare calciomercato. Cose che ci prendono molto tempo e ci tengono lontani dalle famiglie”.

Quanto lavoro e quante difficoltà, soprattutto quando si lavora con i procuratori, meno con i giocatori.

“Lavorare con i procuratori è abbastanza complesso, perché è uno spazio che si è aperto a tutti e c’è gente di ogni tipo”.

La Società ha allungato lo sguardo all’estero, interessata a giocatori di cultura calcistica diversa. I traguardi sono buoni.

“Abbiamo una rete di scout che ci permette di selezionare qualche talento e, da diversi anni, ne abbiamo fatto un punto di forza. Simy, Rutten e altri che sono passati da noi ne sono un esempio. Siamo soddisfatti del lavoro che si fa”.

È curiosità ma piace sapere qual è la dimensione del Crotone quando si è ai saloni del calciomercato.

“Ormai siamo una realtà affermata. Ci conoscono tutti e ci accolgono con grande rispetto”.

Adesso, a campionato iniziato, dopo la prima partita, si tirano i conti, le forze sono quelle acquisite e chiediamo al dg di comporre una griglia di partenza di tutte le squadre che militano in serie B.

“Non sono bravo nei pronostici, ma abbastanza scaramantico. Devo riconoscere che vi sono squadre costruite bene, competitive. Le retrocesse dalla serie A hanno mantenuto l’ossatura del campionato precedente e, anche se non le temiamo, si ha il dovere di rispettarle tutte. Il Crotone giocherà il campionato a viso aperto, sperando di fare il massimo possibile servendosi delle proprie forze”.

Ecco l’analisi tecnica della squadra, fatta dopo l’uscita di Coppa e della prima di campionato nel derby col Cosenza, e quale sarà il ruolo del Crotone in serie B.

“Non voglio sbilanciarmi e fare pronostici, sempre per scaramanzia. Posso dire, però, di avere visto una squadra in ottime condizioni già dall’inizio: forte fino alla partita ufficiale e con l’Arezzo e nelle amichevoli, con Spagna e le avversarie di precampionato, durante il ritiro. Ottima con la Sampdoria, mentre, col Cosenza si è vista una squadra che, nonostante abbiamo trovato pochi spazi, è riuscita ad imporre il proprio gioco, come voleva, sfortunata solo negli episodi”.

Un particolare giudizio per l’Ezio Scida: una struttura moderna, accogliente, già di serie A, destinata a ospitare le gare di questo campionato, in modo dignitoso, con una copertura di avanzata ingegneria e di grande dimensione e autorevolezza. Oltre 8 mila spettatori nelle ultime due gare, Sampdoria e Cosenza. Quale ruolo reciterà lo “stadio” con i suoi tifosi, lo chiediamo a Raffaele Vrenna.

“Lo stadio è diventato, negli anni, un fortino, che si è modernizzato, diventato più grande, moderno, con ottima visibilità e dove il pubblico continua ad accorrere numeroso. Per quelle che sono le possibilità di una città difficile, è doveroso ringraziare tutti. Voto dieci! Un pubblico generoso, sempre dalla nostra parte e, anche se critico, non ha mai assunto atteggiamenti duri nei nostri confronti. Il loro modo di fare tifo è apprezzato dalle altre tifoserie.

Le oltre diecimila presenze, negli incontri con la Sampdoria e il Cosenza, non ci ha meravigliati. Erano due impegni abbastanza importanti, una squadra di serie A e un derby che, sicuramente, fa sempre il suo effetto e trova una cornice di pubblico numeroso. Devo dire che siamo stati soddisfatti nel vedere tanta gente disposta a darci una simbolica e generosa stretta di mano, che cercheremo di ripagare con prestazioni di prestigio”