Ryanair lascia il S. Anna, Provincia e Comune assenti: lo tsunami del cambiamento travolge lo scalo pitagorico

8 gennaio 2021, 20:45 Il Fatto

L’appello lanciato dall’associazione Amici del tedesco con cui si manifesta preoccupazione per “l’assordante silenzio” che aleggia intorno all’aeroporto di Crotone', va considerato come un segnale particolarmente urgente per una città fortemente isolata, dopo la pandemia e il distanziamento sociale, che ha di fatto spazzato via gli storici collegamenti sul gommato.


di Vito Barresi

L’intera area vasta che praticamente va da Corigliano Calabro fino a Soverato, per non richiamare ancora l’ampio entroterra che porta fino in Sila, rischia di cadere nel baratro profondo dell'esclusione geografica, ancor di più tagliata fuori dai 'legami' con le grandi metropoli italiane, con evidenti ricadute negative non solo sui servizi ma anche sulle attività economiche e sociali del territorio.

Da ultimi praticamente finiremo per diventare ultimissimi. Per i motivi che tutti ormai conosciamo, gli stessi che si sono aggravati durante questi mesi di distanziamento, con la limitazione della circolazione di mezzi, trasporti e persone, l’abbandono dell’hub aereoportuale jonico determinerebbe oggettivamente un limite insormontabile alle stesse iniziative di ripartenza e rilancio dell’economia che dovranno fare capo alle risorse e agli investimenti del Recovery Fund.

Per primo sopprimere il collegamento Crotone-Bologna è un colpo molto duro, una grave frattura tra quanto fin qui si è fatto per ottenere almeno quel poco da una compagnia globale come è Ryanair.

Per questo le istituzioni locali, provinciali e regionali invece di perdere tempo su quisquilie di vario genere dovrebbero altrimenti evitare che questo accada, nonostante, come avverte Rossetto, sia calato uno strano e totale silenzio.

Anzi addirittura c’è chi segnala non solo la 'scomparsa' dalla scena locale di tanti loquaci rappresentanti dei vari Comitatini che volavano come gli asini della famosa battuta, tra i cui capi e capetti, forse ormai sistemati dopo la solita strumentalizzazione elettorale dai patti di scambio parasociale, di cui alcuni erano adusi a intimorire la stampa e cronisti liberi con minacciosi ricorsi e denuncia alle autorità della comunicazione, e che a quanto pare dopo l’avvento dello tsunami comunale, hanno perso addirittura ‘la voce’.

Affrontare l’emergenza trasporti, mobilità e collegamenti nazionali ed europei sul territorio è più che mai una priorità per tutti i crotonesi, tranne evidentemente i vari responsabili degli enti locali, specialmente il Comune capoluogo e la Provincia.

Ma sarà soprattutto il primo vero banco di prova per affrontare le grandi questioni infrastrutturali di Crotone, a partire dalla valorizzazione di un'area urbana completamente abbandonata e mal ridotta ma con forte e spiccata vocazione tecnologica futura, storicamente rivolta ai collegamenti in rete, trovandosi lo scalo a pochi metri dall'ingresso del capoluogo di provincia (via Federico Fellini), a pochi metri dal comune distretto turistico di Isola Capo Rizzuto, a pochi metri dalla stazione ferroviaria di Cutro, allo svincolo della direttrice viaria stradale che collega Crotone con Catanzaro Lido e Germaneto.

Da qui per dire al tanto declamato ex prefetto Sacal, di cui nessuno inCalabria ricorda neanche il cognome, a suo tempo tanto voluto dall'asse Pd-5Stelle, che lo scalo di S.Anna non è l'arrivo sulla pista sterrata in un borgo di campagna, bensì, e non solo potenzialmente, il centro funzionale e multimodale della mobilità e dei trasporti dell'intera fascia Jonica crotonese, catanzarese e cosentina.

Credo poco ai soliti dilettanti allo sbaraglio, quelli di Corrado alla Corrida, e in giro ce ne sono davvero tanti, al Comune, alla Provincia, alla Regione, in Parlamento e persino a Ferrara nel Parlamento europeo, come pure non ho fiducia alcuna dei vari 'comitatini del volo' che servono evidentemente ad altri scopi e interessi personali. Ma sugli amministratori locali bisogna essere ben precisi e netti. Siano chiari, onesti e capaci come retoricamente proclamano ad ogni piè sospinto.

E non facciano come al solito scaricabarile con il passato, l’allagamento dovuto ai tombini, il covid delle feste di piazza, ecc. ecc. Il tempo del "bau-bau”, se ne facciano una ragione, è abbondantemente finito. Provassero quindi a fare la parte per cui sono pagati. A cominciare dalla regolare conferma annuale dei voli sul Sant’Anna.