Voce un sindaco già “obsoleto” che ostacola la ripresa di Crotone tra elezioni e dimissioni

6 agosto 2021, 13:00 Politica.24

Una cosa i notisti della politica locale possono dare per assodato. Questo sindaco “VV” sta diventando sempre di più una palla al piede per Crotone, la vera barriera politica e antropologica che rischia di condannare per sempre la città di Pitagora al ruolo di fanalino di coda della Calabria, del Sud e del Paese. Ecco perché in piena crisi idrica se la papera non galleggia più di tanto il primo cittadino approdato in quota Pd rischia di restare in mezzo al guado tra sconfitta elettorale alle regionali e persino possibile dimissione dalla carica.


di Antonio Alfì

A un anno dall’inizio di questa confusa e ambigua avventura, il fallimento amministrativo del Sindaco Voce appare sempre più chiaro e preoccupante.

Pressato da mille contestazioni, sia pubbliche che private - ideologicamente e culturalmente fluido e sfuggente, cioè a dire senza alcun riferimento ideale e valoriale, che ne avrebbe dovuto contraddistinguere la leadership morale e il ruolo di civico comandante, qualità indispensabili per ben amministrare con tolleranza e apertura - Vincenzo Voce se non ha ancora perso del tutto lo smalto del grande distruttore, fa comunque molta ma molta fatica a vestire l’abito del costruttore e del pacificatore.

Svanito nel nulla il suo finto ambientalismo, fin qui mascherato da una primitiva rimostranza contro i piani industriali di bonifica ex Eni-Syndial, non passa giorno in cui la cronaca non registri la sua antropologica incapacità ad avere un quadro complessivo dei bisogni reali della città su tutti i temi che vanno dalla sicurezza sanitaria alla normalizzazione del problema rifiuti e discarica, alla ripresa economica, commerciale produttiva, alla stagione turistico balneare, al gravissimo degrado ambientale ed ecologico in cui versano soprattutto le periferie, alla chiusura dei beni monumentali come il Castello e all’abbandono dei progetti operativi sul recupero archeologico come Antica Kroton, alla viabilità cittadina, ecc. ecc.

Ancor di più egli è apparso carente di una valida e robusta strategia d’insieme, un progetto amministrativo per affrontare e superare lo stato di collasso in cui si trova il territorio urbano e provinciale dopo la crisi ancora in corso di Covid-19, tanto che questa sua manifesta impreparazione e incapacità di visione lo acceca trasportandolo in eccessi d’ira furibonda contro chiunque si permetta di criticare minimamente le sue discutibili scelte.

Di questo sarebbero sempre di più consapevoli gli assessori, quasi inutili ma lautamente stipendiati, da lui scelti per fargli da coreografia, dopo che i loro atti sono stati più volte bocciati e censurati prima dal Consiglio Comunale, poi dal Tribunale Amministrativo Regionale, e ancora dalla Regione Calabria, dal Prefetto di Crotone e dalla Corte dei Conti, senza nulla aggiungere sulle funzioni delicatissime che dovrebbe svolgere un segretario comunale, proveniente da Napoli, pare a suo tempo “caldeggiato” in un discutibile e 'indagabile' ipotetico scambio politico elettoralistico finalizzato al sostegno del fallimentare tandem Tansi-De Magistris.

In tale quadro allarmante si inserisce la campagna elettorale per le regionali del prossimo 3 ottobre da cui Voce potrebbe uscire sonoramente sconfitto.

Sconfitta che tanto più sarà netta tanto più moltiplicherà i contrasti, le contrapposizioni, le difficoltà interne alla sua stessa (si fa per dire) maggioranza. Aprendo di fatto all’ipotesi delle dimissioni del Sindaco e a un possibile ritorno anticipato alle urne.