Open to Meraviglia: errori e approssimazione nel “racconto emozionale” della Calabria

23 aprile 2023, 09:00 Imbichi

C'è chi non ha digerito la Venere di Botticelli in versione influencer, e chi ipotizza che il prossimo sarà il David di Michelangelo armato di mandolino. In Calabria abbiamo avuto diversi precedenti con i Bronzi di Riace, e tutti questi progetti hanno in comune una cosa: l'approssimazione nel racconto dei luoghi che vorrebbero promuovere.


di Francesco Placco

Le polemiche sulla campagna di promozione avviata dal Ministero del Turismo (QUI) guidato da Daniela Santanché non sembrano destinate a placarsi a breve, viste le sempre maggiori prese di posizione da parte non solo del mondo politico, ma anche di quello accademico ed artistico. Si sà, però, che l'arte è un po' come il gusto, e non est disputandum.

Daltronde, ogni campagna di marketing su larga scala è destinata a generare pareri contrari. Quello che ci interessa, però, non è l'immagine della campagna, il suo modo di presentarsi o di proporsi al grande pubblico. A noi interessa la sostanza, l'obiettivo di questa idea costata ben 9 milioni di euro.

E l'obiettivo è sempre quello di promuovere le realtà locali, di fornire informazioni su cosa visitare e dove andare. Il tutto avviene tramite il portale Italia.it (QUI), disponibile in quattro lingue (italiano, inglese, spagnolo e tedesco, con la grave mancanza del francese): questo, nelle idee del ministero, sarebbe il portale di riferimento per tutti coloro i quali sono in cerca di ispirazione per un viaggio nel belpaese.

Pur facendoci andar bene questa idea oramai un po' superata di marketing territoriale, è impossibile non storcere il naso quando ci si trova a sfogliare il costoso portale e si notano dei grossolani errori, segnalati da molti utenti un po' in tutte le regioni. Ed in effetti basta visitare la pagina dedicata alla Calabria (QUI) per imbattersi subito in un plateale equivoco.

Selezionando la provincia di Catanzaro nella mappa interattiva, comparirà una bella foto... di Le Castella, che si trova però in provincia di Crotone. Lo scatto, realizzato dal torrione della fortezza sul mare, ritrae il borgo arroccato sul mare e l'unica via di accesso alla fortezza.

Non è, purtroppo, un caso isolato. Rimanendo nella provincia catanzarese, scopriamo infatti che l'intero golfo di Squillace è stato rinominato in riviera di Nausicaa (QUI), che addirittura si estenderebbe "da Punta Stilo e a Nord da Capo Rizzuto". La riviera di Nausicaa esiste davvero, solo che per noi calabresi è compresa tra Squillace e Soverato: li si trova la foce del torrente Alessi, dove leggenda vuole che Ulisse incontro Nausicaa, figlia di Alcinoo sovrano dei Feaci.

E ancora: leggendo quanto riportato nella pagina dedicata al Parco della Sila (QUI) sono indicate alcune attività da svolgere nelle vicinanze. Tra queste, è citata la grotta carsica di Grave Grubbo, recentemente riscoperta grazie all'attenzione di diverse realtà locali che organizzano escursioni ed eventi. La cavità si trova a Verzino, mentre sul sito è indicato il vicino comune di Castelsilano.

Piccolezze, errori da poco che possono essere facilmente messi a posto, nonostante si leggano su un portale costato svariati milioni. E allora è lecito chiedersi se questi fondi non fosse meglio destinarli alle tante realtà locali che ogni giorno, con il loro lavoro, si impegnano a mantenere viva la memoria dei luoghi in cui hanno deciso di vivere.