Un’indagine tutta siciliana che interessa però, almeno in parte, anche la Calabria, per via di un dichiarato ed attento interesse ai lavori del Ponte sullo Stretto. È quanto emerge dall’inchiesta che coinvolto nuovamente l’ex governatore siciliano Salvatore Cuffaro, attuale segretario regionale della Democrazia Cristiana, ritenuto al vertice di un sodalizio in grado di accaparrarsi numerosi appalti in più ambiti, a partire dalla sanità.
Il controllo delle Asp
Secondo la Procura di Palermo, infatti, l’obiettivo del sodalizio era quello di controllare almeno un terzo delle Asp dell’isola (quelle di Palermo, Enna e Siracusa) piazzando figure fidate tramite concorsi pilotati, in modo da condizionare l’assegnazione degli appalti e di consolidare la propria influenza ed il proprio potere politico.
Attualmente sono 17 gli indagati a vario titolo, tra cui figura anche il nome dell’ex ministro Francesco Saverio Romano, che ricoprì la carica nel 2011 durante il quarto governo Berlusconi, e quello di un colonnello dei Carabinieri, che avrebbe fatto da talpa proprio a Cuffaro.
Le potenzialità occupazionali
Tra gli interessi del “gruppo”, c’è anche il cantiere del Ponte sullo Stretto: il capitolo dedicato all’infrastruttura sarebbe pieno di omissis e coinvolgerebbe “alcuni soggetti del suo entourage l’avevano attivato per sfruttare le potenzialità occupazionali e finanche di finanziamento della Nuova Dc dall’annunciato inizio dei lavori di realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina”.




























