Buon Giorno Francesco, viva il tuo coraggio. Solidarietà, vigilanza e mobilitazione per il giovane giornalista crotonese

7 giugno 2020, 19:00 100inWeb | di Vito Barresi

La puntina sul vinile di Tricarico attacca con un “buongiorno, buongiorno, io sono Francesco e questa mattina mi son svegliato presto. In fondo in quel vuoto io ho inventato un mondo. Sorrido, prendo un foglio, scrivo “viva Francesco” ... Già, se ne sono viste di lettere anonime nella storia passata e recente del giornalismo italiano. Missive intrise di un barbaro messaggio di vendetta, odio e astio che in tanti casi, forse all'istante perché fin troppo sottovalutati dalla legge e dalla sicurezza, si sono amaramente “evoluti” in dolorosi e drammatici epiloghi.


di Vito Barresi

Parlarne e scriverne perché tanto avviene anche a Crotone, come attesta il lemma minaccioso scagliato contro il giovane giornalista calabrese Francesco Placco (QUI), fa un po’ amarezza e tanto schifo per chi lo ha pensato e lo ha materialmente recapitato.

Del “postino” sguaiato che ha preavvisato con un ammonitivo “attento”, scritto da mano non certo “ignota” ma omertosa e vigliacca, non si può che avere umana misericordia ma anche attesa di qualche esemplare lezione di vita e di civiltà.

Perché evidentemente si vuole più ampiamente intimorire con fini non solo inibitori l’intera redazione di Cn24 a stare attenta a quel che scrive (QUI), a non toccare altri nomi e altri legami locali e territoriali, che pure potrebbero venire altrimenti in primo piano da una lettura più ampia e approfondita dei fascicoli dell’inchiesta su corruzione e magistratura che vede coinvolto il giudice Petrini oltre che l’ambiente giudiziario calabrese.

Di sicuro non vorrei che nelle esternazioni a “pioggia” della solidarietà verso il collega giornalista attinto dalla bieca imprecazione di qualche “irresponsabile” si applicasse ulteriormente il codice o la consuetudine di carattere politico-giornalistico di classificare le minacce secondo il colore rosso, arancione o verde.

Semmai guardo al fatto, alla minaccia, al contesto in cui questo avviene, al senso del messaggio esplicito e implicito che è stato inoltrato al giornale su cui scrivo, tenendo primariamente conto della sensibilità della persona colpita e della sua piena e legittima sicurezza e libertà.

Scrivo questo perché a me pare che nel panorama delle giovani leve del giornalismo crotonese, Francesco non solo è uno che si distingue nello scrivere ma anche nella capacità di saper articolare le sue inchieste, commentandole con chiara intelligenza, porgendo l’opinione nella storia, ma soprattutto perché la mia simpatia va a lui pienamente, e non a detrazione degli altri, perché è giornalista che si sta formando in questa terrà, in questa specifica società locale del sud, una parte dell’Italia che anche nel giornalismo esprime originalità, bravura e professionalità di primissimo livello nazionale ed europeo.

La libertà dei giornalisti veri e non solo di quelli che “timbrano” il cartellino non solo non si può fermare ma nessuno la deve toccare.

Se ne facciano una ragione i vari “poteri” che evidentemente avvertono il morso del cane di guardia della pubblica opinione: continueremo a scomodarli con la nostra costante attenzione critica e l’incessante sorveglianza civica, come sentinelle nella notte.