A otto anni dalla scomparsa di Francesco Vangeli, giovane di Scaliti, frazione di Filandari, nel Vibonese, la sua storia continua a interrogare le coscienze. Aveva 25 anni, un lavoro nell’attività artigianale di famiglia e legami profondi con la propria comunità. Dalla notte tra il 9 e il 10 ottobre 2018 non si sono più avute sue notizie e il suo corpo non è mai stato ritrovato. La sua vettura venne recuperata incendiata, segnando l’inizio di un’angosciosa vicenda che attende ancora una risposta definitiva.
Giovane scomparso nel vibonese: ritrovata la sua auto bruciata, è giallo
Il percorso giudiziario
Le indagini della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro hanno ricostruito un quadro drammatico: Francesco Vangeli sarebbe stato attirato con un pretesto a San Giovanni di Mileto, colpito da un’arma da fuoco e poi nascosto nei pressi del fiume Mesima.
Sul piano processuale, Giuseppe Prostamo è stato condannato in via definitiva a 17 anni, 6 mesi e 20 giorni di reclusione per concorso nell’omicidio.
Per Antonio Prostamo, dopo le condanne nei primi due gradi di giudizio, la Corte di Cassazione ha annullato la sentenza il 24 giugno 2025, disponendo un nuovo appello tuttora in corso e determinandone la scarcerazione per decorrenza dei termini. Per lui vale la presunzione di innocenza.

Il ruolo della scuola
Oltre le aule di tribunale, resta il dolore della famiglia che non ha potuto riabbracciare né seppellire Francesco Vangeli. Per questo il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani propone di trasformare il 9 ottobre in un momento di riflessione nelle aule, nell’ambito del progetto MemoriAttiva2026 – Custodi della Memoria Viva.
Come sottolinea la professoressa Giovanna De Lucia Lumeno, l’obiettivo non è formulare giudizi ma educare i ragazzi alla responsabilità della parola, al rispetto della verità e al rifiuto dell’omertà, per far sì che il tempo non cancelli il ricordo.





























