La trasparenza sulla pesca della sardella in Calabria subisce un’ennesima frenata. La Regione Calabria ha infatti negato la divulgazione immediata dei dati scientifici relativi alla sostenibilità della pesca del novellame. La decisione ha spinto l’associazione Avvocatideiconsumatori a presentare un ricorso formale davanti al Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza dell’ente regionale. Al centro del caso c’è la relazione stilata dalla società Unimar, un documento considerato fondamentale per aggiornare i piani di gestione locali e ottenere le deroghe europee.

Le motivazioni del blocco
Attraverso una nota inviata il 28 settembre scorso, il Dipartimento Agricoltura e Risorse Agroalimentari ha stabilito un rinvio della consegna fino al prossimo 27 dicembre.
Secondo l’amministrazione, la scelta serve a proteggere gli interessi commerciali dell’azienda e a non compromettere i colloqui con il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste e con la Commissione Europea.
Un atteggiamento ritenuto ingiustificato da chi chiede chiarezza, dato che l’indagine riguarda direttamente le risorse ambientali del territorio e il lavoro dei pescatori.
Un paradosso milionario
“Siamo di fronte a un paradosso amministrativo e giuridico inaccettabile”, ha affermato l’avvocato Paola Bellomo, referente dell’associazione Avvocatideiconsumatori.
Lo studio è costato 158.600 euro ed è stato pagato con i fondi europei del Programma Nazionale Fondo Europeo per gli Affari Marittimi, la Pesca e l’Acquacoltura.
Invocare il segreto su analisi ambientali pagate con soldi pubblici contrasterebbe con le normative sulla trasparenza. L’associazione ha evidenziato come il diniego violi anche le norme internazionali e la Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo.

Pronti al tribunale
Se i dati dimostrano la sostenibilità della pesca, non c’è motivo di nasconderli ai lavoratori: “se il Responsabile Anticorruzione non annullerà questo differimento pretestuoso entro i 20 giorni previsti dalla legge, porteremo la Regione dinanzi al Tribunale Amministrativo Regionale Calabria per garantire il rispetto dei diritti dei consumatori e della legalità”, ha concluso l’avvocato Paola Bellomo.
La tutela dell’ambiente e il futuro delle marinerie locali passano necessariamente attraverso una corretta informazione e l’accesso agli atti.




























