La lotta alla ’Ndrangheta compie un passo decisivo sul piano internazionale attraverso la sesta riunione dello Steering Committee del Progetto I-Can, la piattaforma di cooperazione tra l’Interpol e il Dipartimento della Pubblica Sicurezza italiano. L’incontro, svoltosi a Roma ieri, giovedì 8 ottobre, ha visto la partecipazione del vice direttore generale della Pubblica Sicurezza, il prefetto Raffaele Grassi, e del direttore esecutivo per le Police Capabilities del Segretariato Generale Interpol, Harald Arm.
Insieme al project leader, il primo dirigente della Polizia di Stato Simone Pioletti (nel video in basso), e a un dirigente del Bundeskriminalamt tedesco, le autorità hanno tracciato il bilancio di un’iniziativa lanciata nel 2020 e rinnovata fino al 31 Dicembre 2027, capace di valorizzare l’eccellenza investigativa italiana su scala globale.
La rete mondiale del crimine
I dati sviscerati durante la riunione evidenziano come la struttura criminale calabrese abbia ormai assunto dimensioni planetarie. La ’ndrangheta è presente in almeno 85 Paesi, operando come broker principale del traffico mondiale di cocaina tra il Sud America e l’Europa.
Come evidenziato dal prefetto Raffaele Grassi, “è una delle più potenti e segrete holding poli-criminali transnazionali”, in grado di minacciare l’economia legale infiltrandosi nelle istituzioni e sfruttando tecnologie avanzate come le criptovalute e l’intelligenza artificiale per il riciclaggio.
Alle sue parole si collegano quelle di Harald Arm: “Il nostro lavoro nell’ambito dell’iniziativa I-Can ha messo in luce la portata globale di questa rete criminale, che opera in oltre 85 Paesi. Non si tratta più di una questione regionale italiana, ma di una minaccia transnazionale che richiede una risposta internazionale coordinata”.

Le strategie, gli strumenti
Per contrastare una minaccia così complessa, il progetto adotta un approccio olistico finalizzato allo smantellamento delle organizzazioni, alla cattura dei latitanti e all’aggressione dei patrimoni illeciti.
Pioletti ha spiegato che l’iniziativa punta a “identificare nuove tendenze di infiltrazione della ’Ndrangheta nell’economia legale e nelle istituzioni e, individuare, analizzare e contrastare i nexus criminali della ’Ndrangheta all’estero con altri sodalizi come la mafia balcanica e i cartelli sudamericani”.
Tra le metodologie impiegate figurano l’uso delle Silver Notices Interpol per il tracciamento dei beni e la creazione di punti di contatto specifici nelle nazioni partner per velocizzare il flusso informativo.

Tutti i numeri del successo
I risultati operativi confermano l’efficacia dell’alleanza multilaterale. Dal 2020 a oggi le operazioni hanno portato all’arresto di 181 persone in 32 Paesi, di cui 70 latitanti, oltre a 95 estradizioni o consegne gestite dallo Scip, il Servizio Cooperazione Internazionale di Polizia.
Dal primo gennaio 2025 l’accelerazione è stata netta: 78 ricercati arrestati in 15 Paesi, inclusi elementi di spicco fermati in Belgio, Colombia, Costa Rica, Spagna, Marocco e Germania.
In America Latina sono stati catturati quattro soggetti, tra cui tre presunti broker del narcotraffico in Colombia. Sul fronte dell’analisi, il Crime Analysis File conta oltre 137mila entità censite, con un aumento del 110 percento rispetto al quadriennio precedente.

Una cooperazione in crescita
Il raggio d’azione della rete si è ampliato costantemente, passando dai primi 8 Paesi agli attuali 28 aderenti, distribuiti su quattro continenti e uniti dallo slogan All Together Against ’Ndrangheta.
Nel corso dell’ultimo vertice è stato ufficializzato l’ingresso di Messico, Principato di Monaco e Svezia, che si aggiungono alle recenti adesioni di Cile, Panama, Costa Rica, Lussemburgo e Romania.
L’attività preventiva ha visto la formazione tecnica di oltre 2500 operatori di polizia e l’organizzazione di 77 riunioni operativo-strategiche dal 2025, coinvolgendo i delegati di oltre 60 nazioni e gli allievi funzionari dell’accademia del Bundeskriminalamt.

Le sinergie internazionali
L’interoperabilità con altre piattaforme europee e internazionali ha ulteriormente rafforzato l’impatto delle indagini. Il progetto è entrato stabilmente nelle azioni del programma Empact della Commissione Europea e collabora con iniziative come El Paccto 2.0 e la rete @On.
Tra i successi più recenti figura la partecipazione all’operazione Atlas Nexus nel mese di luglio, incentrata sull’America Latina, che ha portato all’arresto di circa 500 persone legate alla criminalità transnazionale e al sequestro di ingenti quantitativi di droga e patrimoni illeciti.

Le sfide, i prossimi obiettivi
A conclusione del vertice romano è stato formalizzato il passaggio di consegne alla guida della struttura: il testimone del primo dirigente Simone Pioletti passa al colonnello dell’Arma dei Carabinieri Giorgio Tommaseo, che dirigerà il prosieguo delle attività per il Dipartimento della Pubblica Sicurezza.
I prossimi obiettivi operativi vedranno l’iniziativa impegnata nell’area balcanica e in America Latina, nella caccia ai latitanti, nella tutela del tessuto imprenditoriale e nell’organizzazione di workshop tecnici dedicati all’intercettazione delle comunicazioni criptate.































