"Spiagge pulite? Pinzaci tu”, campagna di Legambiente in Calabria
"Spiagge pulite? Pinzaci tu”. Al suono di questo slogan, in vista della Giornata nazionale del mare, nel fine settimana dal 4 al 6 aprile, prende il via la trentacinquesima edizione di “Spiagge e Fondali puliti”; la storica campagna di Legambiente dedicata al monitoraggio e alla pulizia dei rifiuti abbandonati lungo le coste della Penisola, quest’anno realizzata con il supporto di Sammontana in qualità di partner principale. Sono oltre 90 le iniziative in tutta Italia (di cui 76 aperte al pubblico) organizzate in 17 regioni (non solo costiere ma dell'entroterra, per la presenza di fiumi e laghi) da Legambiente e 78 dei suoi Circoli e Regionali, che rientrano tra le azioni che contribuiscono alla missione dell’UE “Restore our Ocean and Waters” per il 2030. Protagonisti centinaia di volontari e volontarie, tra cittadinanza, scuole, associazioni, aziende e amministrazioni comunali, equipaggiati di pinze raccogli-rifiuti e guanti, in nome di un mare pulito e libero dalla plastica e rifiuti. A comunicarlo Legambiente.
"In occasione - continua la nota - del suo “start” ufficiale il Cigno Verde torna ad accendere i riflettori sulla piaga del marine litter, grave minaccia per gli ecosistemi acquatici: l’UNEP stima che, a livello globale, ogni anno 19-23 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica inquinano laghi, fiumi e mari e prevede che le emissioni quasi triplicheranno entro il 2040. Mentre un recente report del progetto MedBioLitter, segnala 22 specie particolarmente a rischio tra la megafauna marina, inclusi cetacei, foche, tartarughe, squali, razze, tonni e pesci spada. Tra i maggiori impatti registrati, la mortalità per ingestione diretta di plastiche e microplastiche e alterazioni sul ciclo riproduttivo.
La plastica si conferma il principale antagonista delle spiagge: rappresenta il 77,9% degli oggetti rinvenuti su tutte e 63 le spiagge campionate (43.776 sui 56.168 totali). Seguono con l’8,3% gli oggetti in vetro/ceramica, il 4,3% la carta e cartone, il 3,6% i metalli e il 2,4% il legno. Tornando alla categoria plastica, tra gli “osservati speciali” i 10 prodotti in plastica monouso e reti e attrezzi da pesca e acquacoltura che, a tre anni dalla loro messa al bando dalla Direttiva SUP (Single Use Plastics), rappresentano ancora il 40,5% del totale dei rifiuti monitorati.
Continuano a “spopolare” i mozziconi di sigaretta: il 7,5% del totale, una media di 7 ogni 10 metri lineari di spiaggia. Dal 2014 (primo anno di monitoraggi di Beach litter) sono state monitorate 46.923 unità, su un totale di 623 transetti, il 9,4% di tutti i rifiuti monitorati negli stessi anni e una media di 75 mozziconi ogni 100 metri lineari di spiaggia. Altro nemico attestato per le spiagge sono i cotton fioc in plastica, il 5,6% della classifica generale, che sono stati messi al bando in Italia dal 2019.
Il 61% dei rifiuti raccolti e catalogati è rappresentato da sole 10 tipologie di oggetti (sulle 180 categorie totali). Oltre ai mozziconi di sigaretta suddetti (in terza posizione) e i cotton fioc (in quinta), il 13% (7.305 su 56.168) è rappresentato da pezzi di plastica compresi tra i 2,5 e i 50 cm di grandezza, rinvenuti in 56 delle 63 spiagge monitorate; seguono tappi e coperchi in plastica (4.612, l’8,2% del totale) ritrovati in 62 transetti, i pezzi di polistirolo compresi tra 2,5 e 50 cm (3.886, il 6,9%) ritrovati in 49 spiagge, salviette umide (2.619, il 4,7%) in 25 spiagge, materiale da costruzione (2.381, il 4,2%) in 47 spiagge; bottiglie e contenitori per bevande in plastica, rinvenuti in 53 spiagge (2.066, il 3,7% del totale); buste, manici di buste e sacchetti (2.046, il 3,6%), ritrovati su 44 transetti; infine, i pezzi e frammenti di vetro e ceramica, trovati su 21 spiagge (1.821, il 3,2%).
Entrando nello specifico dei rifiuti totali trovati in spiaggia relativamente ai soli 10 oggetti compresi nella SUP, il 33,2% (7.558 elementi) è rappresentato da bottiglie e contenitori in plastica (inclusi tappi e anelli); il 18,6% da mozziconi di sigarette (4.232), il 13,8% (3.140) da cotton fioc, l’11,9% (2.713) da reti e gli attrezzi da pesca e acquacultura in plastica, il 12,1% da stoviglie in plastica (bicchieri, cannucce, posate e piatti, contenitori per cibo, incluso il fast food).
“Da trentacinque anni Legambiente, grazie ai volontari e alle volontarie dei Circoli e alla collaborazione con associazioni, istituzioni, cittadini e imprese, realizza un importante lavoro di citizen science, raccogliendo, monitorando e classificando i rifiuti dispersi sulle nostre spiagge, un lavoro che ha anticipato e contribuito a far nascere i monitoraggi istituzionali in Italia e nel Mediterraneo – dichiara Giorgio Zampetti, direttore generale Legambiente –. Ma il nostro impegno va anche oltre, con tante iniziative di raccolta dei rifiuti per contrastare i loro effetti negativi sull’ecosistema marino costiero e sensibilizzare verso stili di vita più sostenibili e comportamenti responsabili. Particolarmente importante è, in tal senso, che tutti noi facciamo la nostra parte per ridurre l’utilizzo di prodotti usa e getta. Prodotti che, nonostante l’approvazione di una direttiva europea che ha fissato obiettivi ambiziosi per la loro riduzione e messa a bando, nel caso della plastica monouso, di fatto continuano ad essere venduti ed utilizzati a causa della mancata definizione normativa del concetto di riutilizzabile. Infatti, la loro dispersione nell’ambiente e la massiccia presenza sulle spiagge e non solo, rappresenta uno dei principali nemici degli ecosistemi marini. Ce lo chiede il mare, ma anche il nostro futuro”.
Tra le attività, in corso di aggiornamento, previste in Calabria segnaliamo la pulizia della spiaggia di Punta Pellaro (RC), sabato 5 aprile, organizzata dal circolo Legambiente Reggio Calabria “ Città dello Stretto”, dalla Pro Loco Reggio Sud e dall’I.C. Cassiodoro- Don Bosco di Pellaro e la pulizia della spiaggia di Sovereto (Kr) organizzata dal circolo Legambiente Le Castella. Altre iniziative di pulizia sono in corso di organizzazione nei giorni successivi come quelle previste a Crotone, a Corigliano -Rossano ed in altre spiagge calabresi a cura dei circoli territoriali di Legambiente.
Con la trentaduesima edizione della sua campagna internazionale Clean up the Med, nel grande weekend di mobilitazione (4-6 aprile), organizza insieme a 80 organizzazioni tra scuole, università, hotel, organizzazioni ambientaliste, istituti di ricerca, diving club: dalle spiagge di Tabarka e Gabès in Tunisia a quella di Rmod in Marocco, dai litorali e i parchi e riserve in Libano (Tyre Coast Nature Reserve e Abbasiya Beach Nature Reserve) alle spiagge di Libia e Algeria fino al Parque Natural Cabo de Gata-Nijar in Spagna e alla costa azzurra in Francia; e ancora le coste della Croazia, dell'Albania arrivando in Grecia ed a Malta, Turchia, Egitto, Libano, Cipro, e Israele con varie organizzazioni tra cui EcoPeace (che riunisce giordani, israeliani e palestinesi in azioni per la pace).
Il Clean Coast Index (Cci) valuta la qualità e la pulizia delle aree costiere suddividendo e classificando le spiagge in cinque categorie: spiaggia “molto pulita” (CCI compreso tra 0 e 2); spiaggia “pulita” (CCI compreso tra 2 e 5); spiaggia “abbastanza pulita” (Cci compreso tra 5 e 10); spiaggia “sporca” (CCI compreso tra 10 e 20); spiaggia “molto sporca” (CCI maggiore di 20).
Chiunque parteciperà agli eventi di pulizia potrà condividere il suo impegno a favore del mare sui propri canali social (Facebook, Instagram) utilizzando l’hashtag #SpiaggeFondaliPuliti e il tag al profilo di Legambiente".