Unical. UilRua su indagini esami

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La Segreteria UIL - si legge in una nota della stessa segreteria - ritiene che la notizia sull’allargamento delle indagini ad «altre Facoltà» dell’Università della Calabria, in relazione alla regolarità di alcuni esami, sia stata riportata dalla stampa locale con troppa evidenza. Il Quotidiano della Calabria ne ha fatto il titolo di apertura nell’edizione del 9 gennaio u.s. Si tratta di un’indagine lunga e difficile, che non ha ancora individuato responsabilità precise e, comunque, i casi sotto osservazione, sempre da fonti giornalistiche, sono circoscritti. Oggi, la decisione della Procura di fare altre verifiche ha “guadagnato” gli onori della prima pagina. Fermo restando il diritto di cronaca, l’iniziativa giornalistica, più che i contenuti, sembra ricercare lo scoop, tralasciando tutte le implicazioni negative che possono generarsi ad una lettura dell’articolo, priva delle necessarie contestualizzazioni.

L’Università della Calabria, benché operante in un contesto evidentemente sfavorevole, sia per ragioni socio-economiche legate a un territorio povero sotto tutti gli aspetti, sia per tutte le difficoltà finanziarie proprie, dovute ai tagli ministeriali, ogni giorno combatte le propria battaglia per proseguire la missione, originariamente assegnatale dalla legge istitutiva. Nei quaranta anni di vita dell’ateneo, - continua la nota - il tempo non è trascorso invano. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: grande attrattività (34.000 studenti); carattere internazionale per la presenza di numerose compagine studentesche straniere; attività di ricerca di qualità, atteso che la partecipazione ai bandi Ministeriali destinati al finanziamento per lo sviluppo della Ricerca e per la competitività delle imprese ha premiato, in modo consistente, i progetti presentati dai nostri ricercatori; grande impegno ad impedire che il nostro capitale umano possa essere costretto ad abbandonare questi territori, attraverso il sostegno delle iniziative imprenditoriali dei giovani ricercatori (spin-off e start-up); garanzia del diritto allo studio, attraverso l’erogazione di tutte le risorse disponibili e di strutture ricettive sempre più di qualità; grandi opportunità di lavoro per tutto il sistema indotto, che garantisce sostegno e reddito a tante famiglie, ecc.

Questi risultati sono anche frutto del grande impegno del personale tecnico amministrativo, dei ricercatori e dei docenti, che oggi, di fronte alla notizia da cui trae spunto questa riflessione, manifestano il tutto il loro disagio. Impegno, partecipazione, grande senso di appartenenza sembrano passare in secondo piano, rispetto a fatti che sono ancora al vaglio dell’autorità inquirente. Sarà anche vero che tutto non gira per il verso giusto – come lavoratori siamo impegnati quotidianamente a vigilare, proporre iniziative, sollecitare buone pratiche – ma è ingeneroso non tener conto degli sforzi aggiuntivi, a cui siamo sottoposti, per superare tutte quelle oggettive situazioni di svantaggio, che un Ateneo giovane è costretto ad affrontare, per rimanere al passo in un sistema competitivo. Bene hanno fatto - conclude la nota - il Rettore ed il Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia a chiedere la verifica per alcuni casi sospetti – segno di pronta attenzione alla legalità –, ma è opportuno attendere gli esiti delle indagini. Nel frattempo, tutti dovremmo presentare l’UNICAL per quello che è: un avamposto di speranza in un territorio che faticosamente tenta di recuperare il ritardo accumulato.