Quando la cultura riesce a illuminare una comunità, anche un piccolo centro dell’entroterra vibonese può tornare a riscoprirsi luogo di incontro e di memoria. È questo il senso di Lumera, la manifestazione culturale che dal 4 al 28 settembre torna con la sua seconda edizione a San Costantino Calabro.
Promossa dalla Pro Loco, per quattro fine settimana trasformerà la storica Chiesa del Santissimo Nome di Gesù in uno spazio dedicato alla fotografia contemporanea e farà dei vicoli di u Rinusu un vero museo diffuso.
Cinque gli artisti che si alterneranno nelle quattro settimane: Maria Pia Russo (4-7 settembre), Rosy Suppa (11-14), Andrea Torcasio (18-21) e, in chiusura, il duo Esmeralda Bartolotta e Marika Brogna (25-28).
A duecento anni dalla prima fotografia della storia, Lumera celebra l’arte fotografica e la capacità delle immagini di fermare il tempo e restituire nuovi significati ai luoghi. Il progetto offre agli artisti emergenti della terra calabrese l’opportunità di raccontare il proprio lavoro e il percorso che li ha portati a scegliere l’arte come strada di vita.
Quest’anno la manifestazione si arricchisce di una sezione permanente nel rione u Rinusu: un’installazione dedicata a storia, persone e scorci di San Costantino Calabro, con fotografie intrecciate alla memoria scritta grazie alla collaborazione con l’Archivio di Stato di Vibo Valentia.
L’evento assume così la forma di un aggregante sociale: un progetto che non si limita a portare l’arte dentro un paese, ma prova a fare dell’arte uno strumento per riannodare legami, condividere memorie e guardare con occhi nuovi ciò che appartiene alla comunità.




























