Dalle prime ora di questa mattina la Polizia di Stato di Reggio Calabria, su disposizione della Procura della Repubblica di Palmi, sta eseguendo numerose ordinanze di custodia cautelare a carico di medici e professionisti per associazione a delinquere finalizzata alle truffe alle assicurazioni.
L’operazione, denominata “Insurance” e operata dagli uomini della Squadra Mobile del capoluogo e del Commissariato di Cittanova, ha portato al deferimento di oltre 200 persone. Tra gli indagati ci sarebbe anche un ex ufficiale della Guardia di Finanza, sospeso dal servizio dal 2010.
Sono in corso numerose perquisizioni nelle provincie di Reggio Calabria, Cosenza e Firenze.
09:13 | Falsi incidenti per truffare le assicurazioni, è questo ciò che ha smascherato l’operazione “Insurance”. I professionisti avrebbero preparato false certificazioni mediche supportate da falsi esami radiografici.
Sono state perquisite anche le abitazioni e gli studi professionali di 25 soggetti tra cui medici in servizio presso i nosocomi della Piana di Gioia Tauro.
L’associazione criminale risultava ancora attiva fino al momento dell’esecuzione delle odierne misure cautelari.
Tra le province di Cosenza e Reggio Calabria, la Polizia ha disarticolato un vero e proprio “sistema criminoso” dedito alle truffe ai danni delle compagnie assicurative, eseguendo 6 ordinanze di applicazione di misura cautelare degli arresti domiciliari e 4 dell’obbligo di dimora.
Ai domiciliari sono finiti Franco Chindamo, 36 anni; Vincenzo Insarda’, 40 anni; Maria Teresa Cosentino, 36 anni, avvovato; Rosa Muratore, 71 anni, medico; Basilio Iero, 50 anni, medico; Carmelo Lando, 61 anni, medico.
La misura cautelare dell’obbligo di dimora, invece, è stata applicata nei confronti di Domenica Zavaglia, 43 anni; Francesco Giorgiò, 27 anni; Biagio Furfaro, 30 anni; e Michelino Mangiaruga, 37 anni.
Inoltre, è stato eseguito un provvedimento di sequestro preventivo del patrimonio aziendale e delle quote sociali della “Chinservices s.r.l.”, agenzia di infortunistica stradale, con sede a Polistena, gestita dal sopra citato Franco Chindamo.
Contestualmente sono state eseguite 25 perquisizioni locali delegate dall’Autorità Giudiziaria procedente nei confronti delle 10 persone colpite da misure cautelari e di Francesco Garcea, classe 1989; Massimo Zavaglia, classe 1974; Domenico Mosca, classe 1975; Mario Paladino, classe 1953; Pasquale Guaglianone, classe 1980; Salvatore Raddi, medico, classe 1955; Salvatore Guaglianone, medico, classe 1949; Giuseppe Marini, medico, classe 1950; Angela Caterino, medico, classe 1958; Agostino Cosentino, medico, classe 1954; Giovanni Dino, medico, classe 1965; Carmelo Martorelli, medico, classe1951; Francesco Lo Iacono, medico, classe 1954; Giuseppe Pagliaro, medico, classe 1950; e Francesco Storino, medico, classe 1978, tutti indagati del reato di associazione per delinquere finalizzata al compimento di reati di falso e contro il patrimonio e, in particolare, di truffe assicurative.
LE INDAGINI |L’attenta analisi delle conversazioni telefoniche intercettate, supportata dal sistema di geolocalizzazione delle utenze telefoniche, i riscontri ottenuti tramite mirati servizi di osservazione e pedinamento, la documentazione acquisita dalle varie compagnie assicurative, nonché i controlli effettuati presso le banche dati in uso alle forze dell’ordine, ha dato modo di smascherare 25 truffe assicurative commesse in meno di un anno (tra novembre 2011 e settembre 2012) per un ingiusto profitto pari a circa 300.000 euro.
IL MODUS OPERANDI | L’associazione a delinquere presenta un modus operandi quasi costante. Per la programmazione di ciascun evento, preliminarmente, gli organizzatori si attivano per reperire veicoli e persone da far figurare come coinvolti nel sinistro, spesso affidandosi ad abili e fidati complici-collaboratori. In questa fase organizzativa è stato riscontrato l’uso di un linguaggio criptico durante i brevi contatti telefonici; nella maggior parte dei casi si parla di “partite di calcio” da organizzare e di difficoltà o meno per la formazione della squadra, con evidente riferimento alle persone da reclutare per i falsi sinistri.
Pianificato l’evento, in data ed orario prestabiliti, gli attori si recano sul luogo designato e, dopo aver posizionato le autovetture in modo tale da inscenare una collisione, al solo fine di avvalorarne la credibilità, richiedono l’intervento delle forze dell’ordine i cui rilievi tecnici vengono evitati, dicendo che i veicoli sono stati spostati in quanto c’è pieno accordo tra le parti e che comunque non ci sono feriti. Tuttavia il personale di polizia, una volta intervenuto, non può non dare atto della presenza, sul posto, non solo dei veicoli, ma anche delle persone che vi erano a bordo con relazioni di servizio depositate a sostegno delle richieste risarcitorie.
Alla simulazione del sinistro, fa seguito la fase della simulazione delle relative conseguenze dannose sulla persona, (fase) che ha inizio con i falsi sinistrati che si portano in un “pronto soccorso” dove – semplicemente segnalando di essere, poco prima, rimasti coinvolti in un incidente e di avvertire dolori da qualche parte – ottengono prognosi di 3/5 giorni, che costituiscono nient’altro che la base per la costruzione del castello truffaldino, che si sostanzia in certificazioni e referti radiografici provenienti da altri associati, medici e titolari di laboratori radiografici. I medici dei vari “pronto soccorso” sono, evidentemente, una pedina inconsapevole, ma, al contempo, fondamentale del meccanismo delittuoso.
Sulla base delle false certificazioni ottenute, i soggetti coinvolti nel sinistro sono assistiti, nelle pratiche risarcitorie, da agenzie d’infortunistica stradale, come la Chinservices di Franco Chindamo, o da legali, come la Maria Teresa Cosentino, pienamente intranei al sodalizio criminoso, che avanzano formale richiesta di risarcimento nei confronti delle varie compagnie assicurative.
Infine, si è riscontrato che in numerosi casi, grazie al conferimento di apposite procure, l’agenzia d’infortunistica stradale Chinservices S.r.l. o la legale Cosentino incassano direttamente i risarcimenti dei loro assistiti.
E’ stato, altresì, possibile distinguere all’interno della vasta associazione criminale, oltre agli ideatori-organizzatori del sistema fraudolento, Vincenzo Insarda’ e Franco Chindamo, anche altre tipologie di ruoli come di seguito schematizzato:
GLI ORGANIZZATORI | Insarda’ è considerato, unitamente a Chindamo, titolare dell’agenzia di infortunistica stradale Chinservices S.r.l., sarebbe stato promotore ed organizzatore dell’associazione a delinquere finalizzata alla truffa delle compagnie assicurative.
Domenica Zavaglia, avrebbe messo a disposizione la propria abitazione e le utenze telefoniche a lei intestate affinché Insarda’ e Chindamo potevano interloquire liberamente senza correre il rischio di essere intercettati.
I MEDICI | La dottoressa Rosa Muratore, medico specialista in ortopedia presso l’ospedale di Polistena, avrebbe messo a disposizione la propria professione sanitaria per produrre falsi certificati medici, attestando lesioni inesistenti. E’ da ritenersi il sanitario di maggiore importanza per le attività delittuose della consorteria, in rapporti strettissimi con il Chindamo e Insarda’.
Il dottor Basilio Iero, medico chirurgo, è l’altro sanitario, unitamente alla Rosa Muratore, di maggior riferimento per la consorteria, sarebbero stati in rapporti strettissimi soprattutto con il Chindamo.
In molti casi, altresì, sarebbe stato riscontrato che i medici prescrivevano esami strumentali che venivano eseguiti quasi sempre presso gli stessi studi medici, tra i quali lo studio presso il quale visita il dottor Carmelo Lando, specialista in Chirurgia Generale Ecografia Clinica. Lo stesso sarebbe uno degli affiliati più importanti per l’attività delittuosa della consorteria, in quanto le certificazioni mediche supportate da esami radiografici hanno una maggiore forza probatoria rispetto ai dubbi spesso manifestati dalle compagnie assicurative.
I PATROCINATORI| Maria Teresa Cosentino, praticante legale abilitata al patrocinio, del foro di Palmi, sarebbe colei che collabora con Chindamo nelle richieste di risarcimento e si sarebbe occupata anche degli eventuali contenziosi legali.
(Aggiornata alle 12:56)































