Il “fantasma” di Giammiglione: quella mega-discarica che prima scompare ma poi riappare

1 settembre 2017, 13:37 Sr l'impertinente

C'era, e c'è ancora, una delle più note ed apprezzate rubriche della Settimana Enigmistica dal titolo “Le ultime parole famose” a cura di Mario Bortolato, con lo pseudonimo Bort. Le ultime parole famose sono, “secondo un'espressione italiana dal tono scherzoso, affermazioni pronunciate in maniera decisa e definitiva e poi smentite dai fatti”. Questa espressione si è diffusa in Italia grazie alle vignette disegnate proprio da Bort. A Crotone, evidentemente, ci devono essere numerosi estimatori della rubrica, tanto che viene messa in pratica quasi ogni giorno, dai rappresentanti istituzionali e politici.


di Sr* l'impertinente

Per Charles Bukowskiil genere umano ha molte debolezze, ma le due principali erano: incapacità di arrivare in orario e incapacità di mantenere le promesse”. Se poi la persona in questione è un politico, vale ancora di più.

Ad esempio, l'assessore regionale all'Ambiente, Antonella Rizzo, dopo aver partecipato ad inizio d'anno alla Conferenza di Servizi per la bonifica di Crotone, rassicurava tutti i cittadini, in maniera perentoria.

“Con la riunione di oggi è stato definitivamente sancito in maniera inequivocabile il superamento della discarica di Giammiglione da tutti gli enti presenti: Ministero, Prefettura, Ispra, Regione Calabria, Provincia di Crotone, Comune di Crotone, Arpacal, Inail Autorità di Bacino ed Asp".

Non contenta, poi, nella sua nota aveva aggiunto: “nel prendere atto di questa svolta fondamentale per il territorio crotonese, ha evidenziato la necessità che la bonifica di Crotone venga attuata nel pieno rispetto della sicurezza dei cittadini crotonesi e nel rispetto delle normative vigenti,”.

Francois de La Rochefoucauld sosteneva che “le promesse di certi uomini (nel nostro caso di certe donne, ndr.) sono come sabbie mobili che viste da lontano sembrano solide e sicure ma si rilevano inconsistenti e insidiose”.

E così, non il Ministero, ma la Regione; non altri dipartimenti, ma quello dell'Ambiente a cui fa capo l'assessore Rizzo, ha convocato per il 28 settembre una conferenza di servizio, guarda caso, proprio sulla discarica di Giammiglione.

Lo si è appreso dalla stampa, nel silenzio assoluto, tra l'altro, delle istituzioni, dei politici e degli ambientalisti, che tanto rumore per nulla (per citare Shakespeare) avevano fatto sul tema negli anni passati.

E come è stato evidenziato, il titolare del progetto, il Gruppo Maio, è già in possesso sia dell'Aia che della Via per poter realizzare questa mega discarica.

Se si assume il presupposto che “le promesse, come la crosta di pane cotta al forno, sono fatte per essere infrante”, come diceva Jonathan Swift, allora i cittadini, in termini ambientali, non possono dormire sonni tranquilli.

Nello stesso contesto, infatti, l'assessore regionale all'Ambiente, Rizzo, aveva sottolineato e ribadito che, anche in base al principio delle discariche zero, le scorie della bonifica sarebbero state portate fuori dal territorio, addirittura, regionale.

La tempistica della riproposizione del progetto di Giammiglione, che era stato inizialmente avanzato dalla stessa Syndial, che la bonifica la deve fare, dovrebbe suscitare più di qualche preoccupazione.

Com'è noto, specialmente nella città di Crotone, anche per storie pregresse, se c'è un business florido, proprio quello dei rifiuti, e l'eventuale autorizzazione per la realizzazione dell'impianto a Giammiglione capita con una tempistica quanto meno sospetta.

Scomodando Niccolò Machiavelli, per il quale “la promessa data era una necessità del passato: la parola spezzata è una necessità del presente”, la Regione, in questo settore, sta dando proprio il meglio di se.

Basti pensare, ad esempio, al caso, sempre restando in tema di rifiuti, dei comuni virtuosi con la differenziata, a cui erano stati promessi dei benefici alla stessa stregua delle 70 vergini in paradiso promesse agli islamisti suicidi.

Alla fine della fiera, però, si è scoperto che i Comuni, quelli virtuosi, ribadiamo, si ritrovano a dover pagare, per assurdo, anche di più pur avendo rispettato regole e ambiente.

Infatti, la Regione Calabria ha previsto l'applicazione di tariffe più alte per gli enti che fanno bene la raccolta differenziata e che superano la soglia del 50%, e più basse per quelle che sono al di sotto.

Sarà forse per questo che nel Comune di Crotone, pur avendola formalmente avviata oltre un anno fa e continuando a pagare il servizio all'Akrea, di raccolta differenziata, di fatto, non c'è né alcuna traccia.