Crotone. Bilancio, habemus assessore: ma adesso è l’ora rivedere le spese strategiche dell’ente

22 ottobre 2020, 12:55 Imbichi

Le spese dell’ente sono ancora bloccate, ma se tutto andrà bene per il 2021 si potrà tornare a programmare la gestione economica della città pitagorica. Spese e investimenti che, si spera, non riguarderanno solo opere pubbliche e ordinaria amministrazione, ma anche settore strategici finora snobbati e dimenticati da tutti.


di Francesco Placco

A Crotone è stato finalmente scelto l’assessore più importante della giunta: Antonio Francesco Scandale sarà l’assessore al Bilancio, al Patrimonio ed alle Società Partecipate dell’amministrazione Voce (QUI), così come reso noto dall’ente nella mattinata di ieri.

Una scelta che ha creato non pochi malumori all’interno della stessa maggioranza (ed ancor di più tra alcuni dei sostenitori di Voce) per via del passato politico dello stesso, già consigliere comunale nella seconda giunta Vallone.

Aldilà delle polemiche, che pur sono da tenere in conto visti i risvolti che potrebbero avere, Scandale ricoprirà un ruolo cruciale, che ha visto cadere molti esperti del settore prima di lui.

L’assessore al bilancio è un incarico fondamentale, con oneri e onori ben precisi. Fino ad oggi il Comune di Crotone non si è mai distinto per una valida programmazione di spesa né per una valida rendicontazione, tant’è vero che nel 2018 è dovuta intervenire la Corte dei Conti (QUI): troppe irregolarità, che a distanza di due anni non sono state ancora risolte.

Per questo motivo il compito di Scandale sarà importante e per tutti: sarà suo onere sbloccare i conti dell’ente, permettendo così una nuova programmazione di spesa che vada ben oltre - si spera - alla semplice ordinaria amministrazione, e dovrà dimostrare che le basi su cui poggia il Comune siano solide, allontanando il paventato rischio di dissesto economico.

Ma non solo: oltre ad occuparsi delle sciagure, c’è poi da rivedere l’intero bilancio comunale. Un bilancio vago e perennemente rattoppato, dove le voci di spesa aumentano e diminuiscono, si spostano e si riallocano, rendendo difficile ogni analisi obiettiva sulla spesa dell’ente. Spese che meriterebbero di essere tenute in considerazione, anche per dimostrare che nell’ente se ne interessino.

Ad esempio, un anno fa sulle pagine di questo giornale ci si chiedeva come fosse possibile che l’amministrazione comunale non avesse previsto alcuna spesa per le politiche giovanili (QUI).

La voce in bilancio presentava una spesa pari a 0 euro, uno smacco messo nero su bianco, alla faccia di ogni bel discorso sul limitare l’emigrazione dei nostri ragazzi.

Oggi possiamo portare un esempio più recente, che riguarda l’impegno di spesa per il sostegno all’occupazione. Secondo il report realizzato da OpenPolis (QUI), il Comune di Crotone prevede una spesa di 0 euro pro capite a fronte della media di 5,66 euro spesi in tutta la Calabria.

Insomma, l’assenza di fondi stanziati è certificabile in molte voci strategiche, e sarebbe opportuno, per un vero e proprio cambio di rotta, che questi numeri cambino già dal prossimo bilancio di previsione, che dovrebbe vedere la luce prima del 2021.

Il tutto, ovviamente, sempre dopo aver risolto la grana della Corte dei Conti, che allo stato attuale limita, nei fatti, ogni spesa.