La sezione Enpa di Crotone e il Circolo Ibis per l’Ambiente hanno presentato una denuncia alla Procura della Repubblica contro l’amministrazione comunale. L’accusa mossa riguarda la detenzione non autorizzata e la diffusione incontrollata della specie esotica invasiva Trachemys scripta (la tartaruga palustre americana, inclusa la sottospecie elegans) all’interno delle vasche pubbliche comunali.
Cosa contestano
Secondo le associazioni, l’esposizione di questi animali in spazi pubblici avverrebbe in violazione delle norme che regolano la gestione delle specie invasive e la tutela dell’ambiente. Questa iniziativa, sottolineano, si inserisce in un quadro più ampio di criticità nella gestione della fauna selvatica da parte del Comune di Crotone.
Gli animalisti ricordano che già in passato, insieme al Wwf, avevano denunciato il grave disinteresse delle istituzioni locali nel garantire un sistema pubblico efficiente per il soccorso degli animali selvatici feriti o in difficoltà.
Nel marzo 2025, le stesse realtà avevano annunciato il ritiro definitivo dalle attività di soccorso, spiegando che la legge richiede un mandato formale per operare, mandato che, accusano, “non è mai stato conferito dal Comune”.
In quell’occasione fu presentata una denuncia alla Procura per omissione di atti dovuti nei confronti degli enti preposti, che, secondo le associazioni, avrebbero ignorato le responsabilità previste dalla Legge regionale Calabria 9/1996 e dalla Legge nazionale 157/1992 sulla tutela della fauna.
L’assenza di risposte
Più di recente, Enpa e Ibis hanno depositato un ulteriore esposto alla Procura in relazione al caso di una poiana ferita, rimasta senza soccorso nonostante gli obblighi normativi.
In quest’ultimo caso, Ibis ha inoltre contestato la mancata risposta concreta del Comune nell’ambito della Consulta Comunale per l’Ambiente, evidenziando l’assenza di mezzi adeguati e protocolli gestionali che, per legge, dovrebbero essere già operativi.
Con la nuova denuncia sulle tartarughe Trachemys scripta nelle vasche comunali, i due gruppi ambientalisti ribadiscono il proprio ruolo di controllo e stimolo nei confronti delle istituzioni.
Spiegano che non si tratta soltanto di difendere singoli animali, ma di richiamare l’ente alle proprie responsabilità legali e amministrative, chiedendo l’attivazione di un piano gestionale effettivo sia per le specie esotiche invasive sia per la fauna selvatica autoctona ferita.
Tra le richieste rientrano la messa in sicurezza delle aree e degli animali, la corretta gestione delle specie invasive e l’adeguamento alle normative vigenti per prevenire impatti ambientali e biologici negativi.
Un sistema strutturato
I denuncianti dichiarano la massima disponibilità a collaborare con la Procura, con le autorità competenti e con le realtà locali per individuare soluzioni sostenibili, legali ed efficaci nella gestione della fauna del territorio.
Infine, ribadiscono l’urgenza che il Comune adotti misure concrete, normative e operative, per prevenire danni ambientali e biologici e per garantire un futuro più sicuro alla fauna locale, a partire dalle specie autoctone più vulnerabili.
L’auspicio è che l’esposto sulle tartarughe esotiche diventi l’occasione per avviare finalmente un sistema strutturato di tutela e soccorso degli animali selvatici a Crotone.





























