I domiciliari non li fermano: uno fuori a chiacchierare e l’altro se ne va dai parenti

in Cronacaprovincia di Catanzaro
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Il Comando provinciale dei Carabinieri di Catanzaro ha impresso una forte accelerazione alle attività di verifica sul rispetto delle misure cautelari. Nel corso dell’ultima settimana, così, i militari di Lamezia Terme hanno portato a termine due distinti arresti, scaturiti proprio dal monitoraggio costante dei soggetti sottoposti a restrizioni della libertà personale.

L’Operazione Mantus

Il primo episodio ha visto protagonista un 36enne lametino, già coinvolto nella nota indagine Mantus e sottoposto agli arresti domiciliari dal giugno 2025.

Il 2 marzo scorso, una Gazzella lo ha sorpreso all’esterno della sua abitazione mentre conversava con una persona estranea al nucleo familiare.

Nonostante il tentativo di dissimulare il comportamento illecito, i carabinieri hanno segnalato immediatamente l’accaduto alla Procura Distrettuale di Catanzaro.

Il 5 marzo successivo il Gip del tribunale del capoluogo ha ordinato l’aggravamento della misura, sostituendo i domiciliari con la custodia in carcere. L’uomo è stato quindi trasferito presso la casa circondariale di Siano.

L’evasione e il rintraccio

Il secondo caso riguarda un 30enne lametino, in detenzione domiciliare dal 10 febbraio scorso per reati legati allo spaccio di stupefacenti e al possesso di armi clandestine.

Il 6 marzo, i carabinieri della stazione di Sambiase hanno riscontrato che il giovane, uscito con un permesso per motivi sanitari, non era rientrato nell’orario stabilito.

Le ricerche, supportate dalla profonda conoscenza delle abitudini del soggetto, hanno permesso di rintracciarlo a casa di un familiare nel quartiere Cerasolo.

Tratto in arresto per evasione e messo a disposizione dell’Ag, il tribunale della città della Piana ne ha convalidato l’arresto, ripristinando la misura precedente.

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