Durante i festeggiamenti organizzati nel capoluogo vibonese in onore della Madonna del Rosario, un forte afflusso di residenti e turisti ha riempito le strade della città per partecipare all’evento ed i militari della Guardia di Finanza hanno così predisposto un dispositivo di presidio economico del territorio, intensificando le verifiche proprio nelle aree a maggiore densità di pubblico. Le occasioni di festa rappresentano infatti un contesto particolarmente favorevole per la vendita non autorizzata e la circolazione di articoli non conformi alle leggi.

La scoperta del venditore
Durante le perlustrazioni tra i banchi e la folla, le Fiamme Gialle hanno individuato una persona mentre vendeva un ingente quantitativo di accessori che hanno immediatamente destato dei sospetti.
Gli approfondimenti condotti direttamente sul posto dai militari hanno confermato che le cento borse esposte riportavano i marchi e i segni distintivi riprodotti illecitamente dalle più celebri case di moda internazionali.
L’intero carico di merce contraffatta è stato posto sotto sequestro, mentre il responsabile è stato denunciato per commercio di prodotti con segni falsi.
L’impatto sul mercato locale
L’intervento rappresenta soltanto l’ultimo tassello di un’articolata operazione di tutela del mercato condotta nel capoluogo napitino.
La capillare attività di monitoraggio svolta dalle forze dell’ordine punta a proteggere la sicurezza dei consumatori e a tutelare l’economia legale, impedendo che merce dannosa o ingannevole trovi sbocco nelle vie cittadine.
La presenza costante dei militari nei luoghi di aggregazione garantisce la necessaria prevenzione contro la diffusione di condotte illecite, salvaguardando così sia i commercianti onesti che i cittadini in cerca di serenità durante i momenti di festa.

Il bilancio delle operazioni
Gli accertamenti di oggi, poi, si sommano ai quattro già eseguiti tra febbraio e agosto da parte del Gruppo di Vibo Valentia, che avevano consentito di sottrarre dal circuito commerciale oltre 12.400 articoli irregolari per un valore superiore ai 22mila euro.
Con il recente sequestro delle borse, il bilancio complessivo delle attività svolte nel 2026 sale alla quota di 12.572 prodotti ritirati dal mercato, per un valore totale stimato in oltre 26mila euro.






























