Si è concluso con sedici condanne, pene comprese tra gli otto mesi e gli oltre otto anni, e trentaquattro assoluzioni il processo con rito abbreviato scaturito dalla nota operazione Ostro, inchiesta che, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, puntava a far luce sulle presunte ingerenze della cosca Gallace negli appalti pubblici e nelle ultime consultazioni elettorali del comune di Badolato.

Il Clan Gallace sempre più vivo con un piede nel Comune e le mani sul territorio
La svolta delle chat
Elemento determinante della sentenza, pronunciata dal Giudice per le Udienze Preliminari del capoluogo di regione, è stata la dichiarazione di inutilizzabilità delle intercettazioni estratte dalla piattaforma di messaggistica SkyEcc.
Accogliendo l’eccezione formulata dalle difese, il magistrato ha ritenuto non impiegabili i dati acquisiti in Francia mediante Ordine Europeo di Indagine.

Assoluzioni e scarcerazioni
L’esito è stata dunque l’assoluzione delle figure centrali dell’inchiesta, tra cui Cosimo Damiano Gallace e il latitante Cesare Arcorace. L’eccezione tecnica e giuridica sostenuta dagli avvocati Giuseppe Gervasi e Vincenzo Sorgiovanni ha portato al crollo della struttura accusatoria, determinando la revoca delle misure cautelari dopo il rigetto del ricorso della Procura in Cassazione.




























