Le procedure di aggiudicazione per la fornitura di prodotti sanitari che sarebbero state alterate e manipolate fin dalla fase di stesura dei documenti ufficiali. Funzionari in servizio all’Asp di Crotone, imprenditori e referenti delle aziende che avrebbero concordato in anticipo la condivisione di informazioni riservate sulle determinazioni delle stazioni appaltanti, spingendosi fino alla materiale predisposizione dei capitolati e dei disciplinari tecnici con l’intervento diretto delle imprese da avvantaggiare. In cambio di queste facilitazioni, il “sistema” avrebbe previsto delle tangenti calcolate in percentuale sul valore delle commesse, mascherate sotto forma di consulenze professionali, ritenute fittizie, per dazioni di denaro contante accertate che superano i 45mila euro.

La rete del presunto malaffare
Questa la fitta trama che emerge al termine delle investigazioni condotte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza pitagorica e coordinate dal Procuratore della Repubblica Domenico Guarascio.
Nella mattinata di oggi, i militari hanno così notificato tredici avvisi di conclusione delle indagini preliminari ad altrettante persone, tra cui figurano appunto imprenditori, professionisti ed ex dipendenti dell’Azienda Sanitaria Provinciale.
Gli indagati sono ritenuti responsabili a vario titolo di una serie indefinita di reati di corruzione, contestati anche nella forma associata, legati a gare indette tra il 2019 e il 2021 per un valore complessivo superiore a 3 milioni di euro.

Il “sistema” e i nomi eccellenti
L’ipotesi degli inquirenti è che a capo del presunto “sistema” vi fosse Claudio Maffei, noto imprenditore della sanità locale, titolare di aziende nel settore delle forniture ospedaliere e di altre convenzionate col Sistema Sanitario regionale, e che, sempre secondo l’accusa, si sarebbe avvalso della collaborazione di alcuni suoi dipendenti.
Tra gli altri indagati figurano poi l’ex primario di Ortopedia dell’Ospedale pitagorico, Francesco Pio Oliverio, ed il direttore della farmacia dell’ospedale di Lamezia, Josè Francisco Aloe.
Ma l’inchiesta si allarga anche a livelli più alti dell’Asp, come l’ex direttore generale amministrativo Francesco Masciari, il Capo del dipartimento Programmazione e controllo Angelina Rizzuti, e un ex dirigente deceduto.




























