Un’importante attività ispettiva a tutela della salute pubblica e del rispetto delle norme agroalimentari ha portato alla luce delle gravi irregolarità in un oleificio di Reggio Calabria. I Carabinieri della Forestale, operando in stretta sinergia con i colleghi Nucleo Tutela Agroalimentare, dell’Ispettorato del Lavoro e col personale dell’Asp provinciale, hanno eseguito infatti un controllo approfondito nell’azienda attiva nella lavorazione e nella commercializzazione di prodotti a base di olive, riscontrando fin da subito delle carenze strutturali all’interno dell’impianto.

Le violazioni igieniche
Durante le verifiche negli ambienti di lavoro, gli ispettori hanno verificato delle carenze igienico-sanitarie, ritenute severe, che avrebbero interessato sia i locali che le attrezzature impiegate nella lavorazione.
Secondo i militari sarebbe mancata del tutto la prescritta notifica sanitaria; assente anche la documentazione sui controlli previsti dal piano di autocontrollo. Emersi, ancora, dei problemi legati alla tracciabilità e all’etichettatura delle merci destinate al mercato.
Tutti motivi che hanno fatto scattare il sequestro amministrativo per circa 1672 chilogrammi di alimenti a base di olive per evitare potenziali rischi ai consumatori.

I sigilli all’opificio
Gli accertamenti condotti avrebbero rivelato anche gravi illeciti ambientali, con l’assenza del titolo abilitativo necessario per lo scarico delle acque reflue industriali. Di fronte a questa violazione, è stato disposto il sequestro preventivo dell’intero opificio e del relativo impianto di scarico.
Alla fine, il titolare dell’impresa è stato denunciato alla Procura della Repubblica per i reati ambientali e sanitari emersi, mentre proseguono ulteriori verifiche sulle posizioni lavorative e amministrative dell’azienda.




























