Un doppio avvistamento di foca monaca nei pressi della piattaforma “Luna A” accende i riflettori sul mare crotonese, confermando la presenza di una delle specie più rare e minacciate del Mediterraneo lungo la costa ionica calabrese. L’episodio, è considerato di eccezionale rilevanza scientifica e naturalistica.
Un ritorno storico
Per il Circolo Ibis Odv, guidato dal presidente Girolamo Parretta e da Emanuele Coppola del Gruppo Foca Monaca Aps, l’avvistamento conferma un’ipotesi già maturata da tempo: le piattaforme offshore e i fondali ricchi di biodiversità possono rappresentare aree di ristoro e alimentazione per la specie. Il monitoraggio avviato da oltre sei anni con analisi di Dna ambientale aveva già rilevato tracce genetiche della foca monaca nelle acque crotonesi.
Le osservazioni
L’esemplare è stato osservato mentre si alimentava, in particolare durante la predazione di una murena, un dettaglio che rafforza l’idea di un uso attivo dell’area come zona di caccia. La presenza della foca monaca nella città Pitagorica non è nuova: già nel 2021 e negli anni successivi erano stati segnalati avvistamenti nell’Area Marina Protetta di Capo Rizzuto e lungo la costa.

Il valore scientifico
La foca monaca del Mediterraneo è tra i mammiferi marini più rari al mondo e la sua presenza viene considerata un indicatore di elevata qualità ambientale. Il ritorno documentato nelle acque crotonesi assume anche un significato storico, richiamando antiche testimonianze locali, tra cui quella del marchese Lucifero che nel 1854 avrebbe segnalato la cattura di tre esemplari lungo queste coste.
Ricerca e tutela
Il Circolo Ibis sottolinea il valore della collaborazione scientifica con l’Università di Milano-Bicocca e con Eni, autorizzata per i campionamenti sotto la piattaforma Luna A in sinergia con la Guardia Costiera. A rafforzare il messaggio di sensibilizzazione c’è anche la statua della foca monaca donata alla città e collocata sul lungomare come simbolo di tutela ambientale e convivenza tra uomo e natura.
La documentazione
Un contributo decisivo alla validazione dell’avvistamento è arrivato dal comandante Marcello Gravina della Vremar, che ha documentato l’evento. Per il Circolo Ibis, il mare crotonese conferma così il suo straordinario valore ecologico e la capacità di accogliere specie simbolo della biodiversità mediterranea.





























