I militari dei comandi provinciali della Guardia di Finanza di Torino e Ancona, dopo delle complesse indagini coordinate dalla Procura piemontese, hanno eseguito un’ordinanza del Gip a carico di 18 persone indagate per associazione per delinquere finalizzata alla commissione di frodi all’Iva a carattere transnazionale nel settore del commercio di materie plastiche, che sarebbe stata orchestrata attraverso un articolato schema cosiddetto a carosello.

La rete in Italia e all’estero
Le investigazioni riconducono a delle società cartiere e filtro in Italia, Austria, Repubblica Ceca, Bulgaria, Romania e Ungheria. La rete criminale, con la base operativa nelle Marche ma con ramificazioni in Italia e all’estero, avrebbe scambiato fatture per operazioni inesistenti per consentire agli acquirenti formali dei polimeri plastici o di calzature di detrarre indebitamente l’Iva.

Il finto viaggio delle merci
L’organizzazione avrebbe gestito direttamente le imprese coinvolte, simulando acquisti solo documentali da parte dei committenti nazionali tramite società estere o del nord e centro Italia, aziende prive di struttura o dipendenti e intestate a prestanome.
In alcuni casi si sono verificati trasferimenti fisici della merce da Gorizia a Furnitz o Villach, con distinte fatture verso società dell’Est Europa a cui i beni non venivano però mai spediti, o facendo recapitare ai clienti finali la stessa partita di materiale.

Le misure decise dal Gip
Tra il 2018 e il 2022 si stima siano state emesse fatture false per circa 100 milioni di euro con un danno per lo Stato e l’Unione Europea, stimato in 25 milioni di euro. 56 le persone e 42 le imprese coinvolte.
Il giudice ha quindi disposto undici custodie cautelari, sette interdizioni professionali e il sequestro preventivo di beni proprio per 25 milioni di euro a carico di 23 persone e 16 imprese.
L’operazione ha impiegato oltre 140 finanzieri in Piemonte, Marche, Lazio, Veneto, Lombardia, Puglia e Calabria con l’ausilio delle unità cinofile.



































