È stata presentata martedì 18 agosto, all’Urban Center di Crotone, la settima edizione di “E io ci sto – Il cinema sotto le stelle”, in programma dal 22 al 28 agosto. A presentare la nuova edizione Fabrizio Oliverio, presidente dell’Associazione e direttore artistico del Festival, il vicesindaco Sandro Cretella, il regista e documentarista Antonio Martino, presidente della giuria, ed Ezio Pugliese, in rappresentanza dell’Istituto Sant’Anna, sponsor e tra i sostenitori più fedeli della manifestazione.
La nuova edizione segna il passaggio da rassegna a vero e proprio festival dedicato al cinema documentario e al racconto del reale, con proiezioni, podcast live, incontri, divulgazione e attività ambientali.
Quattro premi in concorso e una giuria d’eccezione
Il concorso è unico e articolato in quattro riconoscimenti: Premio Radici, Premio Narrazione Digitale, Premio Miglior Documentario e Premio Ambiente e Territorio. Nella prima fase, al Parco Pitagora, saranno proiettate le tre opere candidate al Premio Radici; dal 25 agosto all’Orto Tellini saranno invece protagonisti Progetto Happiness, Rino Gaetano – Sempre più blu di Giorgio Verdelli e Shark Preyed di Andrea e Marco Spinelli, vincitori delle altre tre categorie.
A impreziosire il Festival anche Fabio Canino, alla conduzione del podcast live Novanta90, e la commissione artistica composta dallo stesso, Matteo Garrone, Francesco Lettieri e Alessandra Cataleta.
“Missione Ionio”: due giorni a Capocolonna per la tutela del mare
Particolare rilievo assume quest’anno la dimensione ambientale, sostenuta da A2A, Green Partner del Festival, una presenza che rafforza l’attenzione dedicata alla sostenibilità e alla tutela del territorio nella nuova identità della manifestazione. Di particolare valore anche il contributo scientifico e divulgativo di National Geographic Italia, attraverso la partecipazione della Explorer Martina Capriotti.
Da questa visione nasce “E io ci sto – Missione Ionio”, che il 25 e 26 agosto porterà il Festival a Capocolonna, nella Zona A dell’Area Marina Protetta Capo Rizzuto, per due giornate in cui tutela del mare, ricerca scientifica e partecipazione si incontreranno sul campo. Un progetto che amplia il racconto oltre lo schermo e mette in relazione chi il mare lo studia, chi lo racconta e chi sceglie concretamente di proteggerlo.
Cinema, ambiente e territorio diventano così parti di un unico racconto, con l’obiettivo di fare del documentario non solo uno spettacolo, ma uno strumento per leggere il presente e creare consapevolezza.





























