Strage Bruxelles: CasaPound chiama in causa Chiesa, Usa e Ue

Catanzaro Attualità

Strage di Bruxelles, Chiesa-Usa-Ue i veri mandanti”. È questo il testo dello striscione affisso nella notte dai militanti lametini di CasaPound Italia riguardo agli attentati di Bruxelles.

“Il nostro obiettivo – spiega Massimiliano Cerminara, responsabile provinciale di CasaPound - è quello di sottolineare come le parti chiamate in causa siano moralmente e materialmente responsabili di questa strage di innocenti che trova come unica matrice il terrorismo islamico internazionale. La Chiesa - prosegue - è responsabile da un punto di vista prettamente morale in quanto che la posizione più volte espressa dal Vaticano è quella dell’apertura e dell’accoglienza di queste orde di immigrati che, sempre più massicciamente, invadono i territori europei andando ad alimentare sia le fila di quel terrorismo targato Isis che il business che si cela e si concretizza dietro questo ormai incontrollato fenomeno”.

“Le responsabilità – incalza - sono ancora più marcate quando si parla della politica, in particolar modo di quella dettata dall’Ue in simbiosi con quella statunitense. Essi spingono nella direzione di un’immigrazione di popoli africani ed arabi verso i nostri territori con leggi che favoriscono una società multirazzista dove è alta la concorrenza sleale nel mondo del lavoro, dove vengono annullate le garanzie sindacali e si alimenta la guerra fra poveri. In atto non c’è uno scontro di civiltà, ma autentiche schegge impazzite che operano secondo schemi e compiti ben precisi che sono quelli di destabilizzare gli Stati e di creare disordine e paura”.

“A tutto ciò – conclude Cerminara - si deve rispondere con l’immediata chiusura delle frontiere e col conseguente blocco totale dell’immigrazione che in Italia ormai sta assumendo proporzioni drammatiche ed incontrollate. Se vogliamo sconfiggere davvero l’Isis, dobbiamo lasciare i gessetti ai bimbi delle scuole elementari, i violini ai musicisti e, come ha fatto la Russia di Vladimir Putin, sostenere il legittimo presidente Siriano Bashar Al-Assad”.


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