Occupazione alloggi popolari, Sindacati: bene il protocollo di prevenzione

Catanzaro Attualità

L'azione di prevenzione e di contrasto alle occupazioni illegittime di alloggi popolari dovrebbe sostenuta ed estesa su tutto il territorio regionale da parte delle Prefetture competenti. È quanto sostengono Angelo Sposato, Antonio Spataro e Raffaele Mammoliti, rispettivamente segretari generali di Cgil, Sunia e Cgil Calabria Calabria Catanzaro-Lamezia.

I sindacalisti valutano per questo positivo il protocollo per la sicurezza ed il contrasto alle occupazioni siglato a Catanzaro tra la Prefettura, la Regione, l'Aterp, la Questura ed il Comune di Catanzaro, che secondo le sigle “offre una serie di interventi … mirati a rendere più efficace la sinergia istituzionale per prevenire, contrastare e rendere di nuovo fruibili gli alloggi occupati illegalmente per essere successivamente riassegnati a quei nuclei familiari che da più di 10 anni stazionano nelle graduatorie comunali per le assegnazioni di alloggi di edilizia residenziale pubblica”.

Le organizzazione precisano però che pur comprendendo i bisogni abitativi di quei nuclei familiari che occupano in maniera illegittima un alloggio “nello stesso tempo è bene sottolineare che per ogni occupazione illegittima che si consuma vi è l’impossibilità di un’altra famiglia bisognosa, in attesa da anni in graduatoria, di poter realizzare questo suo diritto. Il ripristino della legalità, in questo settore, è una priorità che abbiamo più volte, in solitudine, rimarcato pubblicamente e sostenuto con forza negli incontri istituzionali con i Prefetti, con la Regione Calabria, con i Comuni e con l'Aterp Calabria. L'illegalità nei quartieri di edilizia residenziale pubblica spesso si intreccia con l'interesse della criminalità organizzata che in questo modo, ancor di più, sublima il suo potere di controllo del territorio”.

“Ma l'abuso – per Sposato, Spataro e Mammoliti - non è solo l'occupazione illegittima ma anche quello di chi utilizza un alloggio non avendone più alcun diritto per la perdita dei requisiti nel corso del tempo. Una stima approssimativa per difetto, proveniente da una indagine ed emersa durante un incontro presso la Prefettura di Cosenza, ha sancito che circa il 40% degli alloggi di ERP potrebbero essere riassegnati. Dinanzi a questi numeri e dinanzi alla certezza che in Calabria i fondi ex gescal, che dovevano servire a finanziare gli interventi abitativi finalizzati alle fasce più deboli, sono stati, con grave ed incurante leggerezza, nel corso degli ultimi 15 anni passati, riprogrammati ed utilizzati in altre direzioni dalla Regione Calabria, acquista enorme importanza l'azione di ripristino della legalità in questo settore che consentirebbe la riassegnazione agli aventi diritto di parte del patrimonio pubblico”.

Per dare risposte concrete all’emergenza abitativa, accentuata dalla crisi economica, per i sindacati occorre che ognuno faccia la propria parte con efficaci politiche abitative: dal Governo, alla Regione, ai Comuni. Ad esempio ripristinando e finanziando il fondo per il sostegno ai fitti, ristrutturando le case inagibili con i fondi del decreto infrastrutture, riadattando il patrimonio pubblico a fini abitativi nei comuni ad alta tensione abitativa. Per rispondere ai tantissimi bisogni degli sfrattati, dei senza tetto, e delle famiglie in serie difficoltà, infine, finanziando un programma nazionale per l’edilizia residenziale pubblica: queste, per i sindacato, “devono diventare priorità nelle scelte politiche e di governo".