Calabria “Zona Rossa”, Rapani: «Il governo ha bocciato sé stesso»

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«La Calabria zona rossa è come se il Governo Conte avesse bocciato sé stesso. Se è stata la nostra insufficiente rete sanitaria a suffragare questa decisione e, se al contempo la sanità in Calabria è gestita da dieci anni a questa parte da commissari nominati dal governo, allora va da sé che le responsabilità sono tutte del Governo centrale». È quanto dichiara Ernesto Rapani, dirigente e componete dell’esecutivo nazionale di Fratelli d’Italia.

«A cascata – prosegue – il maggior responsabile dello sfascio della sanità calabrese è il commissario Saverio Cotticelli, il quale dopo la prima ondata della pandemia, ha fatto in modo che la Calabria giungesse assolutamente impreparata a questa seconda, prevedibile, ondata. Ne chiediamo le dimissioni, stavolta vere, o la revoca immediata dell’incarico. Se ad allarmare il Governo è la nostra assistenza ospedaliera e non i contagi, ci chiediamo a cosa sia servita l’ennesima nomina di commissari, compresi quelle delle Aziende sanitarie provinciali e le Aziende ospedaliere o la proroga al decreto Calabria».

«È inaccettabile – insiste Ernesto Rapaniche quasi due milioni di calabresi debbano sulla loro pelle e su un’economia messa in ginocchio, per l’incapacità di chi ci amministra a livello centrale, dei ministri e delle strutture commissariali. Perché se avessero avuto, soprattutto queste ultime, un minimo di competenza, nei mesi successivi al lockdown della scorsa primavera avrebbero potuto convertire le strutture ospedaliere dismesse in centri Covid. Noi di Fdi lo abbiamo proposto: si sarebbero potuti realizzare i poli Covid altamente qualificati in ogni provincia, a partire da Catanzaro in quella struttura dismessa nei pressi del polo universitario e degli ospedali. O nella Sibaritide si sarebbero potuti utilizzare gli ospedali chiusi, come quelli di Cariati e Trebisacce o sul Pollino a Mormanno, solo per citarne alcuni».

«Ed allora – prosegue il dirigente nazionale di Fdi – Conte e Speranza chiedano scusa ai calabresi, perché se è vero com’è vero che sono loro i vertici a capo dei commissariamenti, se loro hanno voluto prorogare il Decreto Calabria, si attivino e mettano in campo ogni azione affinché il servizio sanitario calabrese sia potenziato, ed adeguato alle altre regioni italiane. Loro siedono nella stanza dei bottoni, loro devono risolvere i problemi. Revochino commissari e decreto Calabria e restituiscano alla politica la gestione della sanità».

Ernesto Rapani prende ad esempio l’attivazione del reparto Covid a Rossano, «in una struttura promiscua che potrebbe trasformarsi in fonte di propagazione del coronavirus, come troppo spesso è accaduto in questi mesi, in tutta Italia. Qualora dovessero svilupparsi un focolaio, cosa dirà, o farà, il sindaco di Corigliano Rossano che lo ha fortemente voluto, a tal punto da andare ad accogliere le prime ambulanze per poi dire di avere avuto ragione? Si è assunto un bel rischio nel legare la sua reputazione politica già in picchiata ad una bomba virale del genere. Noi, intanto, non possiamo non condividere le preoccupazioni del responsabile del Settore Igiene e Sanità dell’Asp nella zona della Sibaritide, che da tempo denuncia tutta una serie di disservizi, soprattutto nelle lungaggini dei risultati dei test, quei 5-7 giorni che rendono inutile la mappatura della pandemia nel territorio. Se a ciò si aggiunga che pare siano finiti tamponi e reagenti, allora il rischio se lo sono assunti anche tutti quei parlamentari calabresi del Movimento cinque stelle e del Partito democratico che avallano supinamente le decisioni calate dall’alto dal “loro” governo, solo per rimanere abbarbicati alle loro poltrone. Chiediamo Al grillino Sapia chiediamo di imporsi contro il suo governo a tutela della Calabria e dei calabresi: se non dovesse trovare ascolto sbatta la porta in faccia al capo del suo movimento. Vergogna!»


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