Rifiuti sui fondali e attività di cantiere non autorizzate: sigilli al porto di Bagnara

Reggio Calabria Cronaca

Rifiuti riversati sul fondale marino oltre ad attività di cantiere navale non autorizzate: è questo quanto hanno scoperto i Carabinieri di Bagnara Calabra che, da venerdì scorso, sono stati impegnati nell’area costiera del comune reggino per effettuare tutta una serie di verifiche volte a constatare le condizioni ambientali del porto e quelle lavorative all’interno dello stesso scalo.

In azione è entrata una vera e propria task-force, costituita dagli uomini della Stazione locale dei Carabinieri - la cui attività informativa è risultata fondamentale - e dai loro colleghi delle principali specialità dell’Arma, tutti impegnati allo scopo di far luce sulla vicenda e fare emergere tutte le eventuali responsabilità del caso.

I DETTAGLI

Nell’area portuale, pertanto, hanno operato gli specialisti del Nucleo Operativo Ecologico di Reggio Calabria, con il compito di verificare delle illiceità relative all’inquinamento ambientale e allo sversamento di rifiuti.

Operativi anche i militari del Nucleo Subacqueo di Messina, che hanno valutato eventuali compromissioni, attraverso un’attenta analisi dei fondali. Ai carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro reggino, è spettato il compito di effettuare delle verifiche approfondite sulla liceità degli impieghi e delle condizioni lavorative nel porto.

Al termine di questa prima fase di controllo, l’area portuale è stata posta sotto sequestro nella serata di venerdì (QUI). Sono tutt’ora in corso, però, gli accertamenti del Nucleo Ispettorato del lavoro allo scopo di individuare i responsabili effettivi delle condotte illecite sui luoghi di lavoro.

Da una successiva analisi della documentazione video-fotografica prodotta dai carabinieri subacquei, verrà anche valutata l’esistenza della condizione di procedibilità in ordine ad eventuali ipotesi di reato di disastro ambientale, in relazione al riscontro di rifiuti inabissati nei fondali antistanti le banchine del porto.

IL SEQUESTRO DEL 2018

Una situazione simile si era già presentata circa tre anni fa, esattamente nel 2018, quando la stessa struttura di Bagnara Calabra era stata sottoposta a sequestro penale dai Carabinieri e sempre a seguito del riscontro di reati in materia di inquinamento ambientale.