Fatti di musica riparte dal Rendano con la commedia musicale “Van Gogh Cafè”

Cosenza Tempo Libero

In attesa della chiusura di “Fatti di Musica 2022”, 36° edizione del Festival del Live d’Autore ideato e diretto da Ruggero Pegna, prevista per il prossimo 3 dicembre al Palacalafiore di Reggio con lo spettacolare musical Fabularium Live-Magic of Disney Music, il promoter annuncia l’evento d’apertura della sua 37° stagione di grandi eventi in Calabria.

Si partirà il 24 e 25 febbraio prossimi dallo storico Teatro Rendano di Cosenza con l’affascinante commedia musicale “Van Gogh Cafè”, per celebrare il 170° Anniversario della nascita di Vincent Van Gogh.

Lo spettacolo realizzato dalla Mic-Musical International Company, con la produzione esecutiva di Lara Carissimi, già produttrice della straordinaria Opera La Divina Commedia, sarà presentato in Calabria unicamente al Rendano in prima assoluta e inaugurerà “Opere d’Arte”, un nuovo format ideato da Pegna con grandi spettacoli dedicati ad Opere letterarie e celebri Artisti. Anche per “Van Gogh Café” sono previsti spettacoli alle 10 per le scuole e alle 21 per tutti.

Van Gogh Cafè” è una pièce teatrale scritta e diretta da Andrea Ortis, firma eclettica nel panorama del musical italiano, con la consulenza artistica di Gianni Musacchio.

Lo spettacolo, che si avvale di orchestra dal vivo, corpo di ballo e di uno spazio scenico allargato alla platea, racconta alcuni momenti focali della vita del celeberrimo pittore olandese, i nodi più interessanti della sua arte pittorica, immergendo il pubblico in grandi proiezioni animate 3D che avvolgono spettatore e scena, trasformandola in una “Notte Stellata” o in un “Campo di grano”, altre volte coinvolgendo l’habitat scenico in una vera e propria trasformazione in giallo “Girasole” o in lilla “Iris”.

ll linguaggio si sviluppa grazie all’Orchestra diretta dal Maestro Antonello Capuano e ad energici ed espressivi interventi coreografici del corpo di ballo diretto dal coreografo Marco Bebbu, il tutto mosso in un ambiente scenico suggestivo progettato da Gabriele Moreschi, all’interno di atmosfere luminose e visive di Virginio Levrio, con un allestimento di costumi storici firmati da Marisa Vecchiarelli.

Lo spettatore si trova, così, immerso nella Parigi di metà ‘800, nelle lande desolate del Borinage o nei parchi parigini dell’en plein air, nelle assolate campagne di Arles o tra i vicoli di una formicolante Montmartre.

L’utilizzo di proiezioni animate 3D coinvolge lo spettatore all’interno di paesaggi multimediali e alle atmosfere pittoriche del poeta Olandese.

L’utilizzo di questo impianto di proiezioni su diversi livelli del palcoscenico porta così lo spettatore dentro i quadri di Van Gogh, toccandone la filosofia, il costrutto, l’anima, le sue manie e le sue paure.

Oltre ad alcuni dei più famosi dipinti, le proiezioni riguardano anche molti schizzi e bozzetti originali presenti in alcune sue lettere; inoltre, favoriscono il cambio di paesaggi e la trasposizione in immagini degli stati d’animo dei protagonisti che, nel corso del racconto, si sovrappongono.

Il viaggio nel tempo è scandito in tre macro-periodi importanti nella vita del pittore: quello Olandese, culminato con il dipinto “I mangiatori di patate”, quello Parigino e l’ultimo, quello dell’esplosione del colore ad Arles e della sua prematura scomparsa.

I connotati temporali che chiariscono, nella produzione pittorica, colori e tecniche differenti, sono caratterizzati da un allestimento musicale affine, simile ed equivalente. Il percorso sonoro e le coreografie di danza attingono alla canzone classica francese degli anni 50/60/70.