Primarie Pd. Bonaccini in Calabria rinvigorisce i “panchinari”: parlamentari li scelgano i territori

Calabria Politica
Stefano Bonaccini

Energia Popolare” è lo slogan che il governatore dell’Emilia Romagna sta portando in giro per l’Italia, nella lunga corsa alla scalata della segreteria nazionale del Partito Democratico.

Tour che oggi ha raggiunto anche la Calabria. A dire il vero Stefano Bonaccini, nella nostra regione, c'è arrivato nella tarda serata di ieri, a bordo di un pullmino con su impresso il brand della campagna, dopo una giornata di incontri, confronti, ascoltoha detto lo stesso, evidenziando che “Questa è la politica che piace a noi, nel territorio e tra le persone”.

Fitta l’agenda dall’aspirante segretario nazionale dei Dem: mattina a Lamezia Terme, dove alle 10 è stata prevista una iniziativa pubblica difronte ad un noto hotel in piazza stazione centrale.

Poi trasferimento poco distante, a Nicastro, per un incontro (poco dopo le 13) con la comunità Progetto sud di don Giacomo Panizza; infine direzione Rosarno per una visita alla Fattoria della Piana.

Un viaggio sul lato ovest della Calabria per evidenziare quella che Bonaccini definisce una sua “priorità”, ovvero l’ascolto dei territori.

Secondo il governatore emiliano il Pd rimane infatti una grande forza all’opposizione e può contare ancora su tantissimi amministratori capaci ma, finora, “rimasti in panchina”, ammette evidenziando l’intenzione di rimetterli in corsa.

A cominciare dalle prossime consultazioni dove a suo dire i parlamentari che dovranno contendersi uno scranno dovranno anch’essi sottoporsi a delle apposite primarie.

Una delle “riforme” che, promette, attuerà se eletto segretario, e necessaria affinché siano i territori a scegliere i propri rappresentanti invece di vederseli “paracadutati di qua e di là”, per decisione romana.

Così come garantisce la sua volontà di non “spazzare via” le correnti interne, facendo leva invece su una maggiore coesione e pluralità nel partito. Partito che deve ritornare “popolare”, tra la base e in un Paese unito.

IL SUD GRANDE QUESTIONE NAZIONALE

Così come una priorità, per Bonaccini, è quella di “creare le condizioni perché i ragazzi e le ragazze del Sud possano costruirsi una vita senza dover andarsene da qui”, una mission che l’aspirante segretario considera comeil più grande progetto nazionale che un partito di sinistra e progressista debba darsi”.

Il Sud - ha detto il candidato alle primarie Dem - è una grande questione nazionale, per questo serve un progetto di sviluppo vero, fatto di lavoro, investimenti, servizi. Investire e assumere nel Mezzogiorno deve essere più conveniente. Per questo occorre rendere strutturale il taglio del 30% dei contributi per le assunzioni a tempo indeterminato e dimezzare le imposte alle imprese che investono”.

“Occorre anche una rivoluzione amministrativa che riduca drasticamente tempi e oneri della burocrazia: un pacchetto ‘burocrazia zero’ per le imprese che aprono o ampliano un’attività, Zone economiche semplificate con fiscalità di vantaggio, un grande piano di assunzioni per giovani nella pubblica amministrazione per portare dentro quelle competenze digitali e ambientali oggi necessarie”, ha concluso Bonaccini.