“L’allarme sulla crisi occupazionale lanciato in settimana da Confindustria e dai sindacati confederali di Crotone, che quantifica in circa duemila i posti di lavoro a rischio fra Cassa integrazione e Messe in mobilità (richieste già inoltrate da numerose piccole e medie aziende del territorio), richiama ad uno sforzo cooperativo tutte le forze istituzionali e politiche della provincia, anche durante il periodo elettorale. È questa, senza ombra di dubbio, l’emergenza occupazionale più grossa e minacciosa dopo i fuochi dell’Enichem del ’93”.
Il consigliere regionale del Pdl, Salvatore Pacenza, interviene sulle precarie condizioni di “salute” in cui versa il tessuto economico e produttivo della provincia di Crotone.
“Quella di domani (venerdì 26 febbraio) è una data importante – spiega il consigliere del Pdl – per prendere il cosiddetto ‘toro’ dalle corna. L’appuntamento annunciato al Comune di Crotone fra tutte le forze istituzionali, sindacali, sociali e cooperative del territorio, potrebbe segnare, infatti, un vero e proprio spartiacque verso la ripresa economica e produttiva di questa provincia. La parola d’ordine, ove ne fosse ancora una volta la necessità di ribadirlo, è cooperazione. Crotone, oggi, è in ginocchio. Duemila famiglie senza stipendio significano soffocare la redditività di una provincia col penultimo Pil pro-capite d’Italia (nel 2008, in provincia di Crotone, questo ammonta a 15.447 euro per abitante, contro i 39.911 euro di Milano che guida la graduatoria nazionale). I riflessi di questo scarso potere d’acquisto stanno innescando un effetto domino su tutte le attività commerciali del territorio. Bisogna ripartire con chiarezza e senza alcuna ambiguità dagli strumenti già messi a disposizione dalla Comunità europea e dallo Stato. La presa di coscienza del rappresentante istituzionale, così come quella del politico, deve essere massima. Stop allo sciacallaggio delle risorse pubbliche e più amore verso Crotone. Tra Sovvenzioni globali, Contratti d’area, incentivi della Legge 488, sono andati in malora fiumi di denaro pubblico senza che il territorio ne avvertisse il minimo effetto benefico. Se c’è a monte un problema di governance, questo va estirpato alla radice; ma è giusto porre anche una questione morale nella zona grigia venutasi a creare fra politica e imprenditoria. Di tutto questo, noi rappresentanti istituzionali del territorio, ne dovremo discutere davanti alla cittadinanza, compiendo un vero e proprio giurì d’onore”.
Salvatore Pacenza





























