I Carabinieri della stazione di Botricello, insieme ai colleghi del Nucleo Forestale di Sersale, si sono presentati nei giorni scorsi in un’attività di gommista e riparazione pneumatici della zona: quello che doveva essere una normale ispezione ha rivelato immediatamente una situazione di irregolarità diffusa. L’officina operava infatti senza la necessaria Autorizzazione Unica Ambientale, ma era solo l’inizio di una scoperta ben più grave riguardante la gestione dell’intera area produttiva.
Scarichi senza regole
Le prime verifiche tecniche hanno mostrato che le acque reflue industriali e di dilavamento non seguivano alcun percorso a norma. Venivano semplicemente scaricate all’esterno, senza che esistesse un sistema di raccolta o un trattamento preventivo capace di filtrare le sostanze inquinanti.
Una pratica che avrebbe esposto il terreno circostante a un costante rischio di contaminazione, ignorando le più basilari norme del Testo Unico Ambientale poste a tutela del territorio.

Le montagne di rifiuti
Spostandosi nei piazzali e nei magazzini retrostanti, i militari hanno trovato poi un immenso deposito incontrollato di rifiuti speciali che si estendeva su una superficie di 1300 mq.
Erano ammassati, spesso intrisi di oli esausti, oltre mille pneumatici fuori uso, carcasse di auto, motocicli e quad non bonificati. Tra la ferraglia spuntavano anche frigoriferi, condizionatori smontati, bombole del gas e infissi, creando un mix pericoloso e ad alto rischio di incendio.
Un ospite inatteso
La sorpresa maggiore è arrivata durante l’ispezione di un box artigianale, situato proprio accanto a cumuli di scarti e letame. Lì dentro viveva un cavallo di razza regolarmente microchippato.
I Carabinieri hanno chiesto l’intervento del Servizio Veterinario della Asp di Catanzaro, che ha deciso per il sequestro amministrativo dell’animale. Il cavallo è stato così trasferito in un maneggio idoneo per ricevere cure e controlli sanitari.
Il conto della giustizia
L’intera area è stata posta sotto sequestro, bloccando un potenziale disastro ecologico. La titolare e il tecnico dell’officina sono stati denunciati in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Catanzaro.
Dovranno rispondere di numerose violazioni ambientali e della gestione illecita di una discarica abusiva che metteva a repentaglio la salute pubblica.






























