La piaga dell’ingresso di sostanze illecite e telefonini all’interno dei penitenziari regionali impone una presa di posizione forte da parte delle istituzioni. L’avvocato Giovanna Francesca Russo, Garante Regionale dei Diritti delle Persone Private della Libertà Personale, ha espresso forte inquietudine all’indomani del recente blitz eseguito dalla Polizia Penitenziaria nella Casa Circondariale di Cosenza. L’episodio rappresenta solo l’ennesimo ritrovamento di droga e cellulari avvenuto negli ultimi dodici mesi nelle strutture della regione, delineando un quadro emergenziale che richiede misure straordinarie.
Carcere di Cosenza, maxi perquisizione della Polizia penitenziaria: sequestrati cellulari e droga
Un quadro preoccupante
L’infiltrazione di sostanze stupefacenti danneggia l’intera comunità penitenziaria e mina alla base il rispetto delle regole. Russo ha voluto sottolineare con chiarezza la gravità dell’attuale contesto: “Le operazioni condotte, per le quali esprimo sincero apprezzamento alla Polizia Penitenziaria, restituiscono un quadro che impone una riflessione ben più ampia della pur fondamentale attività repressiva. Il traffico di stupefacenti all’interno delle carceri è un fenomeno complesso, che può alimentare circuiti di dipendenza, ricatto, sopraffazione e possibili connessioni con la criminalità organizzata, alterando profondamente gli equilibri della vita detentiva“.

I diritti dei detenuti
La presenza di mercati illegali tra le mura dei penitenziari espone i soggetti più deboli a pericoli costanti e mette a rischio gli agenti in servizio.
Come sostenuto fermamente dalla garante: “La privazione della libertà personale non può tradursi nell’esposizione a una seconda pena, estranea alla legge, fatta di intimidazioni, dipendenze e condizionamenti criminali. Allo stesso modo, non possiamo lasciare soli coloro che, con professionalità e senso dello Stato, sono chiamati a garantire la legalità e la sicurezza degli istituti“.

La risposta istituzionale
Per contrastare questa emergenza, la garante ha annunciato l’invio di un dettagliato report amministrativo a tutte le autorità preposte.
L’obiettivo consiste nell’avviare un confronto interdisciplinare e unitario per tutelare il principio rieducativo della pena: “In una regione come la Calabria, la prevenzione delle infiltrazioni e delle ingerenze criminali nel sistema penitenziario deve rappresentare una responsabilità istituzionale condivisa. Occorre superare la frammentarietà degli interventi e costruire strumenti di conoscenza, coordinamento e prevenzione capaci di proteggere soprattutto le categorie più fragili“.
Nella sua chiusura, Giovanna Francesca Russo ha ricordato che la credibilità dello Stato si misura sulla capacità di assicurare dignità e sicurezza nei luoghi di detenzione.


























