Memorie negate. Rom e Sinti durante la Seconda guerra mondiale è il titolo dell’incontro promosso dall’associazione Lav Romanò, in programma mercoledì 11 febbraio alle 18 alla Libreria Ubik di Cosenza (in via XXIV Maggio, con ingresso libero). Un evento commemorativo dedicato a una pagina di storia rimasta a lungo ai margini della storia ufficiale.
Vicende poco raccontate
Il genocidio nazista di rom e sinti deportati nei campi di sterminio e l’internamento subito anche in Italia per mano dello Stato fascista restano vicende poco raccontate, nonostante abbiano coinvolto oltre 500mila persone uccise.
Lo si ricorda con il termine Samudaripen, parola romanès che significa “tutti uccisi”. Un olocausto che, ancora oggi, non trova spazio nella legge istitutiva del Giorno della Memoria e resta segnato da una rimozione che nega visibilità, riconoscimento e dignità alle vittime.

La minoranza più numerosa
Rom e sinti costituiscono la minoranza etnica più numerosa d’Europa, stimata tra i dieci e i dodici milioni di persone. Eppure continuano a essere percepiti come un corpo estraneo, spesso ridotti a stereotipi e trasformati in capri espiatori da narrazioni alimentate da nazionalismi e populismi.
I testi e le letture di Giulio Malatacca, della stessa associazione Lav Romanò, offrono testimonianze storiche dirette e mettono in luce un genocidio non solo fisico ma anche culturale, che ha inciso profondamente sull’identità e sull’autodeterminazione delle comunità romanès. Perseguitati tra i perseguitati, dimenticati tra i dimenticati.
Le letture e le musiche
Le letture sono accompagnate dalle musiche originali di Apo, eseguite dallo stesso Apo alla chitarra e da Luigi Pugliese al violino.
L’Associazione Lav Romanò, con sede a Cosenza, è impegnata nella lotta contro ogni forma di razzismo, nella promozione della cultura romanì e nella costruzione di percorsi di dialogo tra comunità romanès, istituzioni e società civile.
Lav Romanò lavora per l’autodeterminazione e per percorsi di auto-emancipazione alternativi a modelli che ancora oggi producono discriminazione e segregazione.






























