Un altro esponente vicino alla potente cosca degli Arena di Isola Capo Rizzuto, è stato condannato nell’ambito della storica inchiesta Jonny e per questo tradotto nel carcere di Catanzaro. L’uomo, Nicola Lentini, di 39 anni, dovrà scontare un residuo di pena pari a un anno e un mese di reclusione dopo essere stato precedentemente scarcerato per decorrenza dei termini cautelari. L’operazione della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro ha visto coinvolti negli stessi fatti di cronaca giudiziaria anche il padre e il fratello dell’indagato.

I fondi sull’accoglienza
L’inchiesta, coordinata nel maggio 2017 dalla Dda all’epoca guidata dal procuratore Nicola Gratteri (oggi a Napoli), ha svelato il capillare controllo economico esercitato dal clan.
Al centro del sistema criminale c’era la sistematica distrazione dei fondi destinati al Centro di Accoglienza per Richiedenti Asilo di Isola di Capo Rizzuto, dove oltre 36 milioni di euro finirono nelle casse degli Arena.
Tra le figure chiave individuate figuravano l’imprenditore Leonardo Sacco e il parroco Edoardo Scordio, considerati gli intermediari decisivi per consentire l’infiltrazione.
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Il controllo del territorio
Oltre alla truffa sui servizi per i migranti, la cosca avrebbe imposto un vero e proprio monopolio nel settore delle scommesse online e delle slot machine tra Crotone e la provincia.
Il tessuto economico locale sarebbe stato soffocato da continue estorsioni ai danni di villaggi turistici e attività commerciali, costretti ad avvalersi di forniture e aziende legate al clan.
La maxi operazione condotta da Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza portò complessivamente a 110 arresti e al sequestro preventivo di beni per un valore superiore a 84 milioni di euro.
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