Inclusione e pace, con Whitecardinsport il cartellino bianco vince su ogni pregiudizio

in Sportprovincia di Reggio Calabria
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La passione sportiva può diventare un linguaggio universale capace di abbattere muri invisibili. In occasione della tredicesima giornata internazionale dello sport per lo sviluppo e la pace, il territorio di Reggio Calabria si è trasformato in un grande campo da gioco a cielo aperto. Il festival Whitecardinsport 2026, promosso dal Csi Reggio Calabria insieme alla Città Metropolitana e all’Ufficio Garante Metropolitano dell’Infanzia, ha attraversato l’intera provincia. Da Bagnara Calabra fino a Bovalino, il messaggio è stato chiaro: lo sport non è solo competizione, ma uno strumento potente per costruire comunità, inclusione sociale e legalità.

In campo per i diritti umani

Tutto è iniziato martedì 7 aprile al centro sportivo Loreto, dove il calcio ha parlato tutte le lingue del mondo. Grazie alla collaborazione della scuola calcio Mirabella, bambini di diverse nazionalità hanno partecipato a un allenamento speciale con il Colorball.

Poco dopo, ad Arghillà Nord, il laboratorio “Che partita, ragazzi!” ha acceso un fuoco simbolico. Guidati dalle cooperative Sinergie ed Ecolandia, i giovani e i genitori hanno messo al rogo i pregiudizi e le discriminazioni.

Anche la Polisportiva Arghillà a Colori ha partecipato a questo rito, bruciando stereotipi legati a razza e genere per celebrare una visione dello sport che crea coesione.

Il gioco della giustizia

L’esperienza reggina ha toccato anche corde profonde con il progetto Gym of Rights. Il Csi Reggio Calabria ha raccontato i percorsi di giustizia riparativa e messa alla prova che coinvolgono minori e adulti in itinerari educativi di reinserimento.

In questo contesto è nata Mapsport, una comunità sportiva popolare animata da “capitani del bene comune” pronti a impegnarsi per il benessere dei giovani.

Venerdì 10 aprile, al centro sportivo Sporting Bocale, i più piccoli hanno animato i Children’s Games for Peace, conclusi con il lancio della Whitecard, il cartellino bianco che nel mondo simboleggia il Fair Play e la pace.

Salute e canestri di pace

Sabato 11 aprile lo sport si è fatto medicina al centro Maestrelli, grazie alla collaborazione con Medici del Mondo. Dopo uno screening sanitario, le squadre Arghillà a Colori e Rin Tin Team si sono sfidate in una partita simbolo di partecipazione.

La domenica mattina, il Palloncino di Bagnara Calabra ha invece ospitato i Canestri di Pace, dove società come la Tiger Gioia Tauro e il Basket Pellaro hanno trasformato il parquet in un laboratorio di convivenza civile per ragazzi dagli 8 ai 12 anni. Ogni canestro segnato è stato un passo avanti verso il rispetto reciproco e l’amicizia.

Un saluto dalle Nazioni Unite

Il festival si è concluso domenica pomeriggio a Bosco di Bovalino con l’Oratorio Junior Cup Locride. L’associazione Don Pino Puglisi, guidata da suor Carolina Iavazzo, e l’oratorio Tutti i Santi di Bianco sono scesi in campo per la legalità.

A suggellare l’iniziativa è arrivato il saluto di Marina Mazzini per l’Unicri Onu Italia, che ha lodato il modello del Csi Reggio Calabria come esempio di rigenerazione sociale.

Patrocinato dal Coni e da Linguaggi Sociali, l’evento 2026 ha dimostrato che, lanciando un cartellino bianco, si può davvero cambiare il volto di un territorio fragile e complesso.

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