Il porto di Gioia Tauro è stato incluso nel report Made in Italy per l’industria del genocidio, redatto da Giovani palestinesi in Italia, People’s embargo for Palestine, Palestinian Youth Movement e Weapon Watch con la consulenza dell’European Legal Support Center, che documenta come l’Italia ha continuato a esportare armi e carburanti verso Israele. Il documento conta “almeno 416 spedizioni legate a materiale militare ed oltre 224 chilotonnellate (una chilotonnellata equivale a mille tonnellate, ndr) di carburante originati in Italia”.
Sebbene il rapporto si focalizzi sulle aziende nazionali che hanno continuato ad esportare questi prodotti, è presente anche una sezione colladerate riguardante i cosiddetti trasbordi del materiale in viaggio. E proprio in questa sezione, assieme ai principali porti italiani, è presente anche lo scalo calabrese di Gioia Tauro, recentemente nuovamente sotto i riflettori per un presunto transito di armi verso Israele.
“La maggior parte delle spedizioni a carattere militare analizzate passano per gli aeroporti, tuttavia anche i porti marittimi italiani svolgono un ruolo significativo: i carichi militari via mare di origine italiana sono partiti principalmente, ma non esclusivamente, da Ravenna e Genova, mentre petrolio greggio e gasolio sono partiti rispettivamente da Taranto e dalla Baia di Santa Panagia. Gli altri porti, come Trieste e Gioia Tauro, rimangono tuttavia nodi critici per il trasbordo” si legge nel documento.
“Per quanto riguarda il trasbordo, l’Italia ha inoltre operato come hub di transito a dicembre 2025, per una spedizione militare originaria dell’India e diretta a una struttura militare israeliana. Il carico, prodotto da R.L. Steels and Energy Ltd a Daulatabad (India), è stato trasportato su rotaia a Nhava Sheva, dove è stato imbarcato sulla nave MSC ALBANY, dopo un trasbordo presso il Vizhinjam International Seaport” viene poi ricordato. “Il cargo è giunto al Medcenter Container Terminal di Gioia Tauro il 14 dicembre 2025 e da lì è ripartito il 19 dicembre a bordo della MSC DORADO VIII, sempre con destinazione IMI Systems”.






























