Il Gup di Vibo Valentia, Francesca Loffredo, ha emesso una sentenza di non luogo a procedere nei confronti di Carmine Il Grande, per quanto riguarda l’accusa di possesso ai fini di spaccio di quasi due chili di marijuana.
La vicenda giudiziaria
L’imputato, 67 anni, ritenuto boss dell’omonimo clan di Parghelia, nel gennaio del 2025 era finito ai domiciliari insieme ad Annibale Vittorioso, 28enne anch’egli del piccolo centro del vibonese, durante un’operazione della Guardia di finanza del capoluogo napitino.
Già in fase cautelare il Gip, nel convalidare gli arresti per entrambi, aveva emesso la misura cautelare solo per il 28enne, mentre per Il Grande aveva ravvisato la carenza dei gravi indizi di colpevolezza per il concorso nella detenzione della marijuana, e da qui ne era seguita la sua scarcerazione.
Scovati quasi due chili di marijuana: due arresti, uno è pregiudicato per mafia
La mossa della difesa
Nonostante ciò il Pm Eugenia Belmonte, aveva chiesto il rinvio a giudizio del 67enne, sostenendo che la droga era stata nascosta in un capannone di quest’ultimo.
Elemento che la difesa dell’uomo (rappresentato dall’avvocato Sandro D’Agostino) ha dimostrato essere neutra in termini di concorso nel reato.






























