Il Giudice dell’udienza preliminare del tribunale di Vicenza, Antonella Crea, ha condannato all’ergastolo Umberto Pietrolungo, 58enne di Cetraro, nel cosentino, già detenuto per altri reati e accusato di essere l’assassino coniugi Pierangelo Fioretto e Mafalda Begnozzi.
Accolte le richieste dell’accusa
Il Gup che ha dunque accolto le richieste dell’accusa, rappresentata dal Pm Hans Roderich Blattner, che ha anche coordinato l’indagine sull’omicidio e svolta dalla Squadra Mobile del capoluogo veneto.
In aula, questo pomeriggio, anche il procuratore capo di Vicenza, Lino Giorgio Bruno, che durante la precedente udienza aveva ricostruito il cold case che risale a oltre 34 anni fa e ha visto una svolta nel 2023.
Il match col profilo generico
È stato proprio due anni fa, infatti, che una traccia di Dna isolata nel 2012 dalla polizia Scientifica ha fatto match nei computer, durante una comparazione con un profilo genetico ritrovato durante una sparatoria avvenuta in Calabria nel 2022, e che ha dato così un nome al presunto killer.
Un cold case di 34 anni fa
Il duplice omicidio dei coniugi Fioretto-Mafalda è avvenuto nel capoluogo veneto il 25 febbraio del 1991 e fino ad oggi non era stato ancora ipotizzato un colpevole, così come ancora oggi è oscuro anche il movente.
La difesa – rappresentata dagli avvocati Marco Bianco, Giuseppe Bruno e Matilde Greselin – avevano chiesto che Pietrolongo venisse assolto.































