La Calabria si trova nuovamente a fare i conti con la devastazione portata dal ciclone Ulrike, arrivato a breve distanza dal precedente ciclone Harry. I danni colpiscono duramente l’intero territorio, con frane, strade distrutte ed erosione costiera che minaccia seriamente il collegamento ferroviario sul versante tirrenico, rischiando di isolare ulteriormente la regione e la Sicilia. Particolarmente critica è la situazione nella Piana di Sibari, dove l’esondazione del fiume Crati ha sommerso coltivazioni e infrastrutture rurali, mettendo in ginocchio i settori agricolo, zootecnico e della pesca.
Critiche alla gestione politica
La risposta istituzionale del Presidente Occhiuto e del Governo Meloni, incentrata sulla richiesta dello stato di emergenza nazionale e sulla nomina di commissari straordinari, viene aspramente contestata. Si critica la scelta di dirottare 14 miliardi di euro del Fondo per lo sviluppo e la coesione verso la costruzione del Ponte sullo Stretto, invece di investirli nella messa in sicurezza di un territorio dove il 70% dei comuni è ad alto rischio idrogeologico. La tendenza a rispondere con nuove colate di cemento e ricostruzioni negli stessi luoghi a rischio è vista come una strategia fallimentare che ignora i cambiamenti climatici in atto.
Proposte per un intervento strutturale
Secondo la visione di Potere al Popolo, è necessario passare dalla logica della ricostruzione a quella della decostruzione nelle aree più pericolose, favorendo l’adattamento e l’arretramento degli insediamenti. Si sottolinea l’urgenza di una manutenzione costante delle fiumare e dei boschi, contrastando la cementificazione selvaggia e l’occupazione delle montagne da parte delle multinazionali dell’energia. L’obiettivo deve essere un piano strutturale che superi il circolo vizioso degli interventi post-catastrofe, i quali costano allo Stato oltre un miliardo di euro l’anno.
Programma per la tutela del territorio
Le soluzioni proposte mirano a unire giustizia sociale e salvaguardia ambientale attraverso punti fermi come il consumo di suolo zero entro il 2030 e la creazione di un’Agenzia per i Cambiamenti Climatici. Si richiede inoltre la ricostituzione della Guardia Forestale come corpo autonomo per il monitoraggio del territorio, programmi di riforestazione urbana e l’applicazione rigorosa del principio chi inquina paga per la bonifica dei siti contaminati. Questo percorso intende restituire sicurezza ai cittadini garantendo condizioni di vita dignitose nei luoghi che abitano.






























