Il legale di Rosaria Scarpulla strappa tessera di Libera, Don Ennio Stamile: “Calpestata la verità”

in Attualitàprovincia di Vibo Valentia
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“La deontologia professionale impone ai professionisti il rispetto del cosiddetto “codice etico”, che ogni determinata professione custodisce come elemento essenziale e consegna a tutti coloro i quali si predispongono ad esercitarla. In special modo chi esercita l’antica e nobile professione dell’avvocatura, dovrebbe con ogni mezzo porsi al servizio della verità e della giustizia, non a caso gli avvocati vengo indicati anche come operatori del diritto”. È quanto dichiara don Ennio Stamile, coordinatore regionale di Libera replica all’avvocato Giuseppe De Pace, difensore di Rosaria Scarpulla, la mamma coraggio di Limbadi, il cui figlio è saltato in aria circa due mesi addietro (LEGGI), che ha strappato la tessera dell’associazione.

“Nel plateale gesto posto in essere dall’avvocato della Signora Rosaria Scarpulla, Giuseppe De Pace, – precisa don Ennio Stamile -quello cioè di strappare la tessera di Libera senza peraltro dire che era vecchia di almeno tre anni, si è letteralmente e strumentalmente calpestata la verità circa il presunto abbandono da parte della nostra Associazione nei confronti della Signora Scarpulla. Intanto, ricordiamo all’avvocato che è la prefettura a stabilire se una persona necessita o meno della scorta. Questa delicata decisione viene presa dal Prefetto dopo aver ascoltato il comitato sicurezza ed ordine pubblico composto dai vertici delle forze dell’ordine di ogni Provincia. Non sono i singoli cittadini né le varie associazioni a doverne determinare e dettare le condizioni. In secondo luogo, vorremmo ricordare – aggiunge – che siamo stati e continueremo a stare vicino alla Signora ed alla sua famiglia, in diverse occasioni, durante la fiaccolata organizzata all’indomani dell’efferato omicidio, con note stampa ed articoli, con visite periodiche alla signora che a volte abbiamo accompagnato anche in campagna con la nostra macchina visto che ancora non si sente di guidare”.

Conclude il coordinatore regionale di Libera: “Strappare platealmente una tessera – anche se datata – dinanzi alle telecamere, significa calpestare la dignità e l’impegno di tanti familiari delle vittime innocenti, associazioni, sindacati, scuole di ogni ordine e grado, testimoni di giustizia, imprenditori, giovani e meno giovani che si impegnano quotidianamente in Libera perché credono nei valori di cui essa è portatrice. Le vittime ed i loro familiari hanno bisogno di verità, di giustizia e di autentica solidarietà fatta di parole vere e di gesti concreti, non di strumentalizzazioni pubblicitarie o di altro vario genere”.

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