Un vertice operativo cruciale per affrontare in modo organico la complessa problematica dell’approvvigionamento idrico e dell’alta torbidità dell’acqua nel territorio comunale. È questo l’esito dell’incontro tenutosi presso la Cittadella Regionale di Catanzaro, tra il Sindaco di Petilia Policastro, Simone Saporito, il Vicesindaco Carmelo Garofalo, ed il direttore del servizio idrico di Arrical, l’architetto Foti, il direttore della parte operativa di Sorical, l’ingegnere Sorrentino, e il responsabile di zona per l’area di Crotone e Catanzaro, l’ingegnere Rocca.

Una posizione ferma
Saporito ha ribadito la fermezza con cui l’amministrazione intende tutelare i diritti della popolazione. «Siamo stati ricevuti in Regione per portare la voce di una comunità che da troppo tempo subisce disagi inaccettabili», ha dichiarato.
«Ogni qualvolta si verificano precipitazioni intense e frequenti in montagna – fenomeno accaduto tre volte nell’ultimo mese – il nostro sistema idrico va in sofferenza per l’alta torbidità dell’acqua. I cittadini di Petilia Policastro, della frazione Paternise e della zona sud di Camellino non possono più pagare il prezzo di un impianto realizzato oltre trent’anni fa. Abbiamo preteso e ottenuto impegni precisi sia nell’immediato sia per la soluzione definitiva», ha poi aggiunto.
Le soluzioni in campo
Sul piano delle soluzioni a breve termine, Sorical installerà nei prossimi giorni un doppio torbidimetro presso il potabilizzatore comunale “Michelangelo Tavernesi” in località Marrate.
A differenza dell’unico dispositivo attualmente presente in uscita, l’inserimento del nuovo sensore all’ingresso consentirà di rilevare subito i parametri alterati del fiume Soleo e di bloccare tempestivamente l’afflusso, evitando che l’acqua torbida contamini i filtri e le vasche e abbattendo notevolmente i tempi e i costi delle operazioni di pulizia.
Per quanto riguarda le soluzioni a medio termine, destinate a gestire i periodi critici di fermo dell’impianto, Sorical si è impegnata a garantire l’erogazione di circa 33 litri al secondo di acqua di sorgiva attingendo dal serbatoio di Marrate.
Questo intervento, già testato durante il recente ciclone Harry, permetterà di riempire le riserve comunali senza intaccare la quota destinata alla rete del Tacina, assicurando la distribuzione alla popolazione nell’attesa che l’acqua del fiume torni potabile.

Gli obiettivi a lungo termine
Infine, la soluzione a lungo termine risiede nel progetto di fattibilità aggiornato che l’Amministrazione comunale ha consegnato a Arrical e Sorical. L’opera, dal valore di circa 1 milione di euro (di cui 780 mila euro destinati ai lavori), era stata candidata ai fondi del Pnrr prima dell’esclusione dell’intera Regione Calabria da quella linea di finanziamento.
Il piano prevede la realizzazione di una vasca di accumulo per garantire 4 ore aggiuntive di autonomia idrica, il rifacimento di circa 4 chilometri di condotta dall’opera di presa al potabilizzatore, oltre all’elettrificazione della presa con l’installazione di due paratoie e una briglia per pre-trattare l’acqua.
Arrical e Sorical si sono formalmente impegnate a inserire il progetto con urgenza nella prossima programmazione regionale dei finanziamenti.




























