Cinquanta tre cittadini di origine asiatica sono stati rimpatriati, nelle scorse ore, con un volo charter organizzato dalla Direzione Centrale dell’Immigrazione e della Polizia delle Frontiere con il supporto dell’agenzia Frontex. Tra le persone salite a bordo del velivolo, 37 quelle espulse dall’Italia, che ha guidato l’intervento come Stato membro organizzatore.

Gli altri passeggeri sono stati allontanati rispettivamente da Cipro, con sei provvedimenti, e dalla Grecia, con dieci soggetti presi in carico dai propri contingenti di scorta. Per garantire la massima sicurezza durante tutto il tragitto, gli espulsi dal territorio italiano sono stati scortati da agenti specializzati appartenenti agli uffici centrali e territoriali del Dipartimento della Pubblica Sicurezza.

I soggetti pericolosi
Molti tra i cittadini rimpatriati dal nostro Paese risultavano già noti alle forze dell’ordine per svariati precedenti penali e di polizia. Le contestazioni a loro carico riguardavano reati contro la persona, il patrimonio e la pubblica amministrazione, oltre a violazioni legate alla sicurezza pubblica, al traffico di droga e alla normativa sull’immigrazione.
Tra i quelli più emblematici la polizia segnala un uomo arrestato il 24 agosto scorso dalla Stradale di Gorizia per aver provocato un incendio boschivo doloso vicino all’autostrada nel comune di Duino-Aurisiana.
Tornato in libertà il giorno successivo, in attesa del processo, era stato nuovamente arrestato a ottobre dalla Polizia Ferroviaria di Trieste per aver aggredito due agenti provocando loro lesioni, ed è rimasto in carcere fino al nulla osta per l’espulsione.

Le procedure accelerate
L’operazione ha visto anche l’applicazione delle nuove direttive europee inerenti alla gestione dei flussi d’ingresso. Un altro degli stranieri è stato infatti espulso a seguito delle procedure di asilo in frontiera previste dal Regolamento Unione Europea 2024/1348, inserito nel nuovo Patto Migrazione e Asilo.
Questa modalità d’esame accelerata permette di valutare direttamente ai confini esterni se le richieste di protezione internazionale risultino infondate.
L’intero svolgimento del rimpatrio è stato monitorato da un rappresentante del Garante Nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale e da un delegato del Fundamental Rights Office di Frontex.































