“Continuiamo a vivere quel senso collettivo che ha portato in piazza migliaia di calabresi” lo scorso 10 maggio a Catanzaro durante la manifestazione pubblica “Calabria alza la testa”, ha dichiarato il Sindaco Metropolitano Giuseppe Falcomatà. L’appuntamento, promosso da Vincenzo Vinci e sostenuto dai sindaci dell’area grecanica davanti all’Ospedale di Melito Porto Salvo, è stato un momento decisivo per riaffermare il diritto alla salute in Calabria.
Per Falcomatà, questa iniziativa è la naturale prosecuzione di un percorso costruito con la società civile e le associazioni, fuori dalle stanze istituzionali, che chiede attenzione e impegno reale su temi come la migrazione sanitaria e i lunghi tempi d’attesa. Il primo cittadino ha denunciato che, secondo dati Istat, l’aspettativa di vita in Calabria è inferiore di 17 anni rispetto al Trentino, un divario inaccettabile.
Falcomatà ha sottolineato la drammaticità della situazione, in cui medici scappano verso la sanità privata, il servizio 118 è sotto organico e i servizi territoriali sono devastati dalla chiusura di guardie mediche e ambulatori. Lo spoke melitese versa in condizioni quasi fatiscenti.
Il Sindaco ha chiesto coraggio e resistenza per non far dimenticare lo stato di degrado delle strutture sanitarie periferiche, soprattutto dell’area grecanica, dove la comunità convive da decenni con un sistema sanitario incapace di rispondere ai bisogni fondamentali dei cittadini. Infine ha garantito un impegno totalizzante e ha sottolineato il ruolo di cerniera della sua amministrazione per portare avanti le istanze dei territori.




























