L’oleificio Torchia di Tiriolo è diventato il centro nevralgico di un confronto di altissimo profilo scientifico. Il convegno dal titolo “un’olivicoltura sostenibile per valorizzare olio e territorio” ha riunito un parterre de rois per discutere il futuro del settore. A coordinare gli interventi è stato il direttore di Olivo News, mentre Lucia Talotta, responsabile marketing dell’azienda catanzarese, ha accolto gli ospiti sottolineando l’importanza di fare rete.
I lavori e gli ospiti
Il presidente dei Lions di Lamezia Terme, Davide Gambarotti, ha aperto i lavori definendo l’evento un’occasione preziosa per parlare di sviluppo. Francesco Esposito, presidente del Gal Due Mari, ha elogiato la tenacia della famiglia Torchia, capace di fare imprenditoria sana nonostante le difficoltà infrastrutturali.
Anche il sindaco di Tiriolo, Domenico Greco, ha evidenziato come queste realtà contrastino lo spopolamento grazie all’energia dei giovani.
Secondo Antonino Sgrò, presidente dei dottori agronomi, la sostenibilità deve essere ambientale, sociale ed economica. “Attraverso i giovani e lo storytelling, facciamo un racconto bello della nostra terra”, ha affermato.
Fulvia Caligiuri di Arsac ha mostrato ottimismo per la crescita del brand Calabria, mentre il rettore Zimbalatti ha puntato sulla formazione d’eccellenza per intercettare figure professionali strategiche.
Il turismo delle radici
Sonia Ferrari, docente all’Unical, ha illustrato le potenzialità del turismo delle radici, dove l’olio diventa un prodotto nostalgico capace di trasformare i visitatori in ambasciatori del made in Italy.
Adolfo Rosati si è invece soffermato sulla consociazione, spiegando come l’integrazione tra olivicoltura e zootecnia possa ridurre l’impatto ambientale e i costi, migliorando la salute del suolo.
Barbara Alfei di Amap Marche ha celebrato la Carolea, regina del territorio calabrese, ricordando che la biodiversità è una risorsa da gestire con competenza tecnica. Ha inoltre evidenziato il valore degli oli monovarietali e le loro proprietà nutraceutiche.
In chiusura, Enzo Perri, direttore del Crea di Rende, ha tracciato una sintesi sulle nuove tecnologie e sulla ricerca, sottolineando come il patrimonio olivicolo sia un asset paesaggistico e turistico inestimabile per competere sui mercati internazionali.




























