Questa mattina, presso il Comando Legione Carabinieri “Calabria”, si sono svolte le cerimonie presiedute dal Generale di Divisione Riccardo Sciuto. Nel corso dell’evento sono stati consegnati cinque diplomi di concessione della Medaglia Mauriziana al merito di dieci lustri di carriera militare, sono stati conferiti i gradi a quattro ufficiali promossi al grado di Colonnello ed è stato tributato il saluto di commiato a un ufficiale prossimo al congedo nella categoria della riserva.
Le Medaglie Mauriziane
A ricevere la Medaglia Mauriziana per il personale in servizio sono stati il Luogotenente C.S. Paolo Pizzo, comandante della Stazione di Sant’Ilario dello Ionio, Massimo Augusto Scalinci di Badolato, e Paolo Michele Piteo, comandante dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Sellia Marina. Per il personale in congedo, il riconoscimento è andato al Maggiore Nicola Perri e al Luogotenente Sandro Brescia.
Le promozioni al grado di colonnello
Nel corso della cerimonia sono stati consegnati anche i gradi ai quattro ufficiali promossi a Colonnello: Gianmarco Pugliese, comandante del Gruppo Carabinieri di Locri; Gianluca Zara di Lamezia Terme; Simone Puglisi, comandante del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Vibo Valentia; e Dario Pini, capo Ufficio Personale della Legione Carabinieri Calabria.
Il saluto di commiato
Spazio anche al saluto di commiato per il Maggiore Francesco Nanni, comandante della Tenenza Carabinieri di Rosarno, che sarà collocato in congedo nella categoria della riserva.
Il rientro dalle missioni all’estero
Al termine della cerimonia, il Generale Sciuto ha salutato il personale rientrato in Italia dopo l’impiego nei teatri operativi fuori area. Tra questi il Carabiniere Scelto Anthony Sambiase, impegnato nella missione MIADIT Somalia 24° a Gibuti, il Maresciallo Capo Gabriele Grasso e l’Appuntato Scelto Lorenzo Spinella, reduci dalla missione EUFOR Althea in Bosnia Erzegovina, il Maresciallo Ordinario Andrea Samuele, in servizio nella missione NATO a Pristina in Kosovo, e il Brigadiere Capo Vincenzo Bongiorno, anch’egli impiegato nella stessa missione.




























