Salute mentale: 7 giovani su 10 chiedono supporto psicologico, ma in Calabria i servizi latitano

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Con appena 0,5 posti in strutture psichiatriche semiresidenziali ogni 10mila abitanti, a fronte di una media nazionale di 2,8, la Calabria figura tra le regioni italiane con la minore disponibilità di servizi dedicati alla tutela della salute mentale. Per colmare questo preoccupante divario, il progetto “Percorsi di Inclusione Sociale”, realizzato da Goel-Gruppo Cooperativo e sostenuto con 450 mila euro complessivi dai fondi 8×1000 dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, punta a raddoppiare la capacità di accoglienza delle strutture a bassa intensità assistenziale, portando i posti da 6 a 12.

> Un laboratorio della Goel

La rete Made in Goel

L’iniziativa accompagna le persone con disagio psichico in percorsi di autonomia abitativa, formazione e inserimento lavorativo tramite la rete Made in Goel, coinvolgendo oltre 500 cittadini.

A Siderno, ad esempio, prendono vita laboratori diurni di formazione alla vita sociale dove il teatro diventa strumento riabilitativo. “La malattia mentale è ancora oggi la più grande e grave discriminazione socialmente legittimata”, sottolinea Rosa Mesiti, direttrice delle comunità psichiatriche Davide e Maria Chiara, ribadendo la necessità di curare anche il tessuto familiare e territoriale.

Una sofferenza diffusa

I dati nazionali raccontano una sofferenza giovanile diffusa: sette ragazzi su dieci avvertono il bisogno di un supporto psicologico, ma soltanto tre riescono ad accedervi. Senza punti di riferimento, cresce la solitudine e molti cercano un primo ascolto persino nell’intelligenza artificiale.

A questa emergenza risponde l’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, capeggiato dalla vicepresidente Anna Conti, finanziando quattro interventi nazionali e internazionali capaci di raggiungere oltre 3500 persone per tutelare la dignità umana.

I progetti sul territorio

Nelle province di Alessandria, Asti e Vercelli, l’associazione Gapp promuove “Cuidarte“, uno spazio di condivisione dove il pasto insieme in un ristorante sociale aiuta trenta giovani affetti da disturbi alimentari, come spiegato dalla referente Elena Mietto.

A Milano, la cooperativa A e I porta avanti “Giovani al Centro”, guidato da Vera Tommasoni, che sostiene 62 giovani detenuti a San Vittore, Monza e al Beccaria.

Infine, l’associazione EducAid, guidata da Yousef Hamdouna, aiuta oltre 2900 minori nella Striscia di Gaza con programmi educativi e ausili in stampa 3D per bambini con disabilità.

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