Non si placa l’ondata di sdegno dopo l’intimidazione che ha colpito la dottoressa Laura Siciliano, dirigente biologo e responsabile del Servizio Analisi dell’ospedale di Cetraro. Come ormai noto, al termine di un turno di lavoro notturno, la professionista ha ritrovato due cartucce di fucile sulla propria automobile. Si tratta del quarto episodio subito dalla dottoressa, un gesto che ferisce la persona e l’intera categoria e sui l’Ordine dei Biologi della Calabria, guidato dal presidente Domenico Laurendi e dal Consiglio Direttivo, non ha mancato di far sentire la sua voce manifestando una vicinanza incondizionata alla collega, e denunciando la costante minaccia verso chi garantisce la salute pubblica quotidiana.
Cetraro, escalation di minacce: nel mirino l’auto della dottoressa Laura Siciliano
Le parole del presidente
“Apprendiamo con sconcerto, rabbia e profonda indignazione di questa ulteriore e inaccettabile minaccia rivolta alla nostra collega Laura Siciliano. Trovarsi di fronte a simili simboli di violenza e prevaricazione dopo aver trascorso la notte a servire la comunità e a tutelare la salute dei cittadini è un fatto inqualificabile che non possiamo e non intendiamo tollerare”, sbotta in proposito il presidente che aggiunge: “A Laura voglio dire con forza: non sei sola, non sarai mai sola. L’Ordine dei Biologi della Calabria è al tuo fianco, pronto a fare da scudo morale e istituzionale di fronte a qualsiasi tentativo di sopraffazione”

L’appello alle istituzioni
L’indignazione dell’Ordine prosegue con un forte appello verso gli organi di sicurezza. Laurendi sottolinea infatti che “Colpire chi lavora con dedizione negli ospedali significa colpire lo Stato, significa minare la sicurezza di chi garantisce il diritto fondamentale alla salute. Chiediamo con veemenza alle Istituzioni preposte, alle Forze dell’Ordine e alla Magistratura di fare immediata ed esplicita luce su questi continui episodi, individuando i responsabili e garantendo alla dottoressa Siciliano la massima protezione e serenità possibile. È il momento di dare risposte concrete e di mettere in atto ogni misura di sicurezza necessaria“. L’ente continuerà a monitorare la vicenda.





























