Incendio discarica Pianopoli, Legambiente vuole vederci chiaro: “s’indaghi accuratamente”

in Infrastruttureprovincia di CalabriaCatanzaro
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L’incendio divampato all’interno della discarica di Carratello a Pianopoli è stato domato dopo molte ore di lavoro intenso, ma i suoi effetti olfattivi sono stati percepiti distintamente in diverse aree del Catanzarese. Legambiente ha espresso un sentito ringraziamento ai Vigili del Fuoco, ad Arpacal, alle Forze dell’Ordine e a tutte le istituzioni intervenute tempestivamente per gestire l’emergenza ma assicura che seguirà l’evolversi della situazione chiedendo accertamenti rigorosi per fare luce sulle cause del rogo e sulle eventuali responsabilità, oltre a monitoraggi costanti per verificare possibili contaminazioni dell’aria e del suolo.

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Ritardi e obiettivi

Quest’ultimo episodio si somma ad altri eventi critici registrati di recente sul territorio, come il rogo avvenuto nello scorso mese di giugno in un impianto di pneumatici nell’area ex Sir di Lamezia Terme, imponendo una riflessione urgente sulla gestione complessiva dei rifiuti in Calabria.

Secondo l’associazione ambientalista, il sistema regionale presenta criticità strutturali che rendono indispensabile un’immediata transizione ecologica orientata ai parametri fissati dall’Unione Europea.

Le direttive comunitarie stabiliscono infatti la progressiva riduzione del conferimento in discarica, che entro il 2035 dovrà scendere al massimo al 10% del totale prodotto.

Vengono inoltre imposti traguardi ambiziosi per il riciclaggio dei rifiuti domestici, fissati al 55% per una scadenza ormai trascorsa, al 60% entro il 2030 e al 65% entro il 2035, insieme a percentuali elevate per gli imballaggi.

La Calabria sconta purtroppo un ritardo notevole rispetto a questi standard, nonostante gli sforzi compiuti dall’Amministrazione Regionale e da numerosi Comuni per colmare le storiche carenze del parco impiantistico.

Il Piano Regionale sui rifiuti indica già dal 2016 la prevenzione e il riciclaggio come priorità assolute, in linea con la normativa europea volta a tutelare l’ambiente e la salute umana eliminando progressivamente le discariche.

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Il peso dell’illegalità

Per Legambiente, un modello basato prevalentemente sulle discariche si dimostrerebbe inefficiente, economicamente costoso e vulnerabile alle infiltrazioni della criminalità, come documentato dal rapporto Ecomafia di Legambiente.

L’ultima edizione presentata a Roma evidenzia che nel 2025 gli incendi negli impianti di trattamento dei rifiuti sono tornati a crescere su scala nazionale del 24,7% rispetto all’anno precedente.

Tra il 2013 e aprile 2026 sono stati registrati ben 1.667 roghi in Italia, di cui 421 localizzati nel Sud Italia, con 26 episodi avvenuti nei primi mesi del 2026.

Si tratta di un fenomeno allarmante che, secondo diverse risultanze investigative, potrebbe celare tentativi di smaltimento illecito, rendendo necessario pertanto un rafforzamento dei controlli e del rispetto delle regole per arginare ogni forma di illegalità.

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Verso l’economia circolare

Per superare definitivamente le criticità attuali, la Calabria deve concretizzare i principi dell’economia circolare puntando su riduzione, riuso, riciclo e raccolta differenziata. L’obiettivo è trasformare i rifiuti da scarto a risorsa preziosa per lo sviluppo e l’occupazione.

Come sottolineato nella nota congiunta di Legambiente Calabria e del Circolo Legambiente di Lamezia Terme, la nostra regione «deve accelerare la transizione verso un modello di economia circolare, riducendo il ricorso alle discariche».

Un percorso virtuoso che deve partire proprio dalla riduzione alla fonte dei materiali prodotti, coinvolgendo attivamente cittadini e istituzioni per liberare finalmente il territorio dalle discariche e proteggere gli ecosistemi naturali.

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